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RAGUSA - 25/10/2012
Cronache - Una cinquantina di dipendenti in presidio permanente da ieri notte

Occupata l´aula consiliare di Scicli. Il sindaco Susino: "Non posso garantire per le elezioni"

A Modica prevista una assemblea per venerdì, altri comuni in subbuglio. Palermo trasferisce somme decurtate del 50 per cento
Foto CorrierediRagusa.it

Tra i dipendenti comunali è rivolta. L’aula consiliare di Scicli è stata occupata da ieri sera da una cinquantina di dipendenti che oggi hanno continuato la loro protesta nonostante le rassicurazioni del sindaco Frano Susino e dei sindacalisti.

Franco Susino, sindaco di Scicli, (nella foto)
ha annunciato ulteriori azioni di lotta: «Saranno indetti consigli comunali permanenti in tutti i municipi della provincia per significare lo stato di allarme sociale che si è determinato. Non è pensabile che si possa attendere la celebrazione delle elezioni e l´insediamento del nuovo governo, perché i sindaci di questa provincia possano trovare qualcuno con cui parlare. Molti comuni siciliani stanno dichiarando il dissesto, e mi spiace dover fare le mie rimostranze all´Anci per la flebile azione di protesta fin qui messa in campo. Il governatore Raffaele Lombardo si sia detto stupito e non informato delle difficoltà dei comuni iblei. La nostra azione di rivendicazione dei giusti diritti dei lavoratori non ha e non può avere colore politico, io non sono controparte dei lavoratori e anzi esprimo il mio pubblico plauso per il senso di responsabilità che hanno mostrato sino a questo momento. Della vicenda umana e professionale di questi lavoratori io sento il peso e la responsabilità».

A Modica i dipendenti si sono autoconvocati per domani mattina ed è probabile che seguiranno Scicli nella loro protesta per avere gli stipendi arretrati. Il malessere ed il disagio serpeggiano nei comuni dove più acuto è il disagio, Ispica, Pozzallo e Comiso. La situazione è stata ancor più peggiorata nella giornata odierna dalle notizie arrivate da Palermo che, paradossalmente dovevano servire a mitigare gli animi. L’assessorato agli enti Locali ha infatti trasferito alcune somme, 3 milioni 763mila euro in tutto, ai dodici comuni della provincia in ragione del pagamento dei saldi della prima e della seconda trimestralità e l’acconto della terza. La beffa è venuta quando a conti fatti la terza trimestralità è risultata non più il 90 per cento, come assicurato a vari livelli, ma appena il 50 per cento. Ecco dunque che Modica avrà 508 mila euro rispetto agli 880 mila annunciati, Scicli 306 mila, Vittoria 539 mila, Pozzallo 284 mila, Ispica 169 mila, Ragusa 592 mila. Si tratta di somme che serviranno a poco e certamente non a pagare gli stipendi per cui la situazione resta in bilico soprattutto alla luce dell’appuntamento elettorale di domenica.

Franco Susino lo ha detto a chiare lettere: «Non sono in grado di garantire il corretto svolgimento delle elezioni». La Prefettura segue molto da vicino l’evolversi della situazione perché una protesta o uno sciopero bianco degli impiegati coinvolti nelle operazioni elettorali manderebbe in tilt tutto il sistema regionale di raccolta dei voti e le operazioni di scrutinio creando un vero e proprio caso nazionale. I sindaci cercano di operare una mediazione con i dipendenti ma la rabbia è ormai tanta ed i lavoratori percepiscono la tornata elettorale come l’occasione per fare esplodere il loro caso visto che da Palermo sono tornati delusi e scoraggiati, praticamente con le pive nel sacco.

La trasferta a Palermo
La delegazione partita stamane per Palermo con quattro pullman e diverse automobili private ha portato la protesta dei sindaci, dei dipendenti e dei sindacalisti iblei nel capoluogo siciliano. La delegazione, formata da dipendenti comunali di Modica, Scicli, Comiso, Pozzallo ed Ispica che sono i comuni più in difficoltà per la mancanza di risorse al fine del pagamento degli stipendi dei propri dipendenti, ha compiuto la sua missione anche se i risultati non sono quelli attesi dai più.

Della delegazione iblea hanno fatto parte alcuni amministratori dei quattro comuni ed i segretari provinciali di Cgil, Cisl ed Uil. Due le tappe a Palermo ma in entrambi i casi non c´erano gli assessori regionali competenti. All´assessorato agli Enti locali è stato inscenato un sit-in per cercare di far breccia ma il tentativo non ha sortito effetti apprezzabili. All´Assessorato al Bilancio la delegazione è stata ricevuta da un alto dirigente che ha fatto presente tutte le difficoltà della Regione per provvedere ai trasferimenti richiesti e della volontà manifestata dal Governo nel soddisfare le richieste venute da tutta la Sicilia. Incontri dunque interlocutori che non hanno aggiunto molto di più di quanto si sapesse.

Questa la testimonianza di Saro Schembari, vice sindaco di Comiso: "Devo dire che siamo stati ricevuti con molta gentilezza dal dirigente che è stato chiaro nel dire di non essere un politico ma un tecnico. E come tecnico in effetti, ha reso chiara la situazione. In breve non ci sono soldi, e le somme che dovrebbero essere stanziate in misura del 95%, in realtà dovrebbero essere decurtate del 48%. In proporzione significherebbe che, ad esempio, a Comiso arriverebbe qualcosa come 232 mila euro che corrisponderebbero a meno di un terzo della terza rata regionale. E’ più che evidente che stiamo parlando di somme a dir poco irrilevanti se si considera che necessiterebbero almeno 700 mila euro per gli stipendi di un mese».

A Palermo si parla del prossimo accreditamento del 50 per cento della prima e della seconda rata del trasferimento regionale e del 90 per cento della terza ma sono troppe le delusioni accumulate in questi ultimi mesi per dare fiducia a chi attende il proprio stipendio. Anche sui tempi ci sono molte perplessità e non sono in pochi a credere che si tratti di una mossa elettorale del governo in carica per scongiurare la clamorosa protesta annunciata dei dipendenti di non presentarsi al lavoro, se non precettati, per i servizi elettorali.

L’attenzione su questo punto è molto alta perché manderebbe in frantumi tutta la macchina elettorale molto delicata nei suoi meccanismi. L’evoluzione della situazione è seguita molto attentamente dal Prefetto di Ragusa che potrebbe essere costretta, in ultima analisi e per evitare il blocco o anche il rallentamento delle operazioni elettorali alla precettazione.

La consegna delle fasce tricolori al Prefetto
Elezioni a rischio. O si pagano gli stipendi arretrati o i dipendenti dei 12 comuni della provincia si rifiuteranno di svolgere lavoro straordinario. Non si recheranno pertanto nei seggi, non assicureranno la presenza negli uffici per le operazioni elettorali a meno di essere precettati. Il rischio c’è ed è concreto perché i dipendenti dei comuni più sofferenti in provincia in particolare Scicli, Modica, Pozzallo, S. Croce, Ispica, Comiso non torneranno indietro. A nome e per conto degli impiegati 11 sindaci dei comuni iblei (a Ragusa, c´è infatti il commissario) hanno consegnato stamane al prefetto Giovanna Cagliostro le fasce tricolori. Un gesto simbolico fin che si vuole ma che è indice di un malessere serpeggiante, vivo, testimone del disagio sociale che si vive in tutta la provincia.

Il prefetto ha chiesto 48 ore di tempo per affrontare compiutamente la situazione, mettersi in contatto con Palermo, rappresentare i fatti ed ottenere gli attesi e dovuti trasferimenti ai comuni. I sindaci hanno poi tenuto una conferenza stampa insieme ai sindacati per significare la loro condizione. «Non siamo rivoluzionari – ha detto Franco Susino, sindaco di Scicli – Nè lo sono i nostri dipendenti ma non siamo in grado di assicurare i servizi. I lavoratori non vogliono garantire gli straordinari perché non hanno garantito neppure l’ordinario». Pasquale Bandiera, segretario provinciale Uil: «Qui si mette a rischio la democrazia, la situazione è veramente al limite».

Domani intanto delegazioni di dipendenti, sindaci e sindacalisti saranno a Palermo per protestare. Da palazzo dei Normanni nel frattempo Nicola Vernuccio, assessore agli Enti Locali, ha fatto sapere che i decreti di trasferimento sono pronti per la firma. Arriveranno prima di domenica e soprattutto in tempo per scongiurare lo sciopero elettorale?

Aula consiliare Comiso occupata
di Laura Incremona

Le organizzazioni sindacali e i dipendenti comunali hanno cominciato l’occupazione dell’aula consiliare per protestare. Mancano i trasferimenti regionali e la situazione è diventata insostenibile. Parte da Comiso la prima azione di protesta organizzata da Cgil, Cisl e Uil, per la mancata erogazione degli stipendi dei comunali. La situazione però è identica in tutti i comuni della provincia, se non dell’intera isola.

In una nota congiunta, le tre organizzazioni sindacali hanno dichiarato : «La giunta regionale non ha ancora reso noti ufficialmente i tetti di spesa svincolati a seguito dell’accordo con lo Stato sul parziale superamento dei vincoli per il patto di stabilità, ma già tre giorni fa l’Assessore Armao aveva dichiarato che per gli Enti Locali sarebbero stati disponibili solo 68 milioni di euro a fronte di un fabbisogno pari a circa 250 milioni utile a saldare le prime due trimestralità e la terza.

Tuttavia nelle ore successive, anche a seguito delle nostre costanti pressioni, si sono rincorse voci di possibili soluzioni individuate dall’assessorato alle Autonomie Locali per ovviare alle carenze finanziarie; purtroppo, queste «rassicurazioni» non hanno ancora trovato conferma e la situazione rischia di diventare veramente esplosiva. Persino per le risorse sbloccate, ancorché insufficienti, non vi è ancora alcuna certezza che possano essere a breve trasferite nelle casse dei Comuni per dare una prima boccata d’ossigeno che consenta i pagamenti delle spettanze».

Per questi motivi, Cgil, Cisl e Uil, in prosecuzione delle mobilitazioni territoriali già avviate, hanno proclamato lo stato di agitazione generale dei lavoratori del Comparto Autonomie Locali e invitano ANCI e URPS, insieme a tutti i Sindaci coinvolti, ad aderire alle iniziative eclatanti che verranno promosse nelle prossime ore.

«In considerazione delle notizie che ci giungono da tanti comuni – hanno concluso i tre sindacati nella nota - che preannunciano dissesti finanziari per la mancanza di tali trasferimenti, causando l’impossibilità a pagare gli stipendi ai lavoratori e non poter garantire i servizi essenziali ai cittadini, chiedono inoltre agli assessori alle autonomie locali e all’economia un urgentissimo incontro congiunto al fine di individuare le soluzioni adeguate per trasferire nelle casse dei comuni immediatamente le prime risorse disponibili e per poter incrementare il plafond disponibile di risorse da assegnare fino alla fine dell’anno».


e Comiso?
24/10/2012 | 16.37.15
lucia buonuomo

non vedo Comiso nell´elenco dei comuni in difficoltà.


poverini!
24/10/2012 | 10.18.47
stufo

a palermo bisognerebbe andarci per il lavoro che non c´è.....per la gente che muore di fame....per i giovani senza futuro.....per le ruberie continue di chi ha portato la regione allo sfascio ( 6 miliardi di euro di debiti! )
ma purtroppo voi sindaci rappresentate questo sistema ....cercando di proteggerlo......e mi auguro che tanta gente rimanga a casa perchè votare non ha più senso!


Gesto nobile
23/10/2012 | 20.51.43
Antoka

Complimenti alla coalizione dei primi cittadini per il gesto profuso nei confronti della collettivita impiegata nella PA. Ritengo tuttavia che sarebbe utile oltre a depositare la fascia tricolore, depositare anche tutte le schede elettorali di quelle persone che da mesi vivono di stenti e di umiliazioni non potendo vivere il quotidiano come spesa, impegni rateizzati, utenze, rcauto etc.. Mi permetto di utilizzare la notizia come sfogo personale in quanto non ci accorgiamo che il malessere economico sta dilagando andando a colpire anche altre settori non pubblici ma privati e... sicuramente i nostri aspiranti politici regionali o presunti tali non hanno ne la soluzine ne la conoscenza specifica (!!!) per risolvere simili problemi che come tutti i mali vanno risolti a MONTE e non a valle. Bravi Sindaci state dimostrando che in momenti di tensione sociale non si deve guardare la propria casacca ma onorare il proprio mandato...