Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1259
RAGUSA - 13/10/2012
Cronache - Operazione di controllo della Finanza

Autodomolizione abusiva sequestrata dalla Finanza

Il successivo controllo documentale da parte dei militari della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo ha poi permesso di appurare che il gestore del deposito era totalmente privo di ogni autorizzazione Foto Corrierediragusa.it

La Guardia di Finanza continua i propri controlli di polizia ambientale sul territorio ibleo: l’occhio vigile delle Fiamme Gialle si è fermato in questa circostanza su un autodemolitore di Vittoria privo di ogni autorizzazione. Sulla statale 115 che congiunge l’Ipparino a Gela, i finanzieri hanno notato un ampio terreno di circa 3mila 600 metri quadrati ove erano ammassati 29 autoveicoli in evidente stato di degrado, un migliaio di pneumatici, oltre mille parti di ricambio quali carrozzerie, motori e sospensioni, 20 batterie esauste ed oltre 50 quintali circa di rottami metallici e semilavorati.

Il successivo controllo documentale da parte dei militari della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo ha poi permesso di appurare che il gestore del deposito era totalmente privo di ogni autorizzazione ad operare quale deposito o autodemolizione. Mancando, inoltre, delle più elementari condizioni di sicurezza prescritte dalla legislazione vigente per la tutela dell’ambiente, era evidente il rischio di grave inquinamento. I veicoli e le numerose batterie rinvenute, infatti, sversavano direttamente nel terreno liquidi altamente pericolosi, soprattutto per le falde acquifere sottostanti.

L’area è stata quindi sottoposta a sequestro in attesa della sua bonifica ed il titolare della ditta è stato denunciato a piede libero per violazione del c.d. Codice dell’Ambiente (Decreto Legislativo nr.156/2006). Rischia l’arresto da 6 mesi a 2 anni ed una ammenda di diverse migliaia di euro per la «gestione di rifiuti non autorizzata».