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RAGUSA - 12/10/2012
Cronache - La triste e paradossale storia di un siracusano da un anno residente a Ragusa

Pensione sospesa, 46enne tenta di gettarsi dal balcone

A salvarlo è stato un giovane commerciante, Biagio Bellassai, che da mesi ha preso a cuore le «sorti» di B.V.

L’Inps di Catania (sua vecchia provincia di residenza) gli nega la pensione, differendo la sua richiesta di sette-otto mesi. Senza più soldi da febbraio, bussa vanamente ai Servizi sociali del Comune di Ragusa e sinanco alla Caritas. Disperato, mercoledì mattina, intorno alle 11, ha tentato il suicidio.

È quanto accaduto a B.V., 46 anni, di origini aretusee, ma da circa un anno e mezzo residente a Ragusa, proveniente da Acicatena. A salvarlo è stato un giovane commerciante, Biagio Bellassai, che da mesi ha preso a cuore le «sorti» di B.V. Questi da marzo scorso non percepisce più la pensione d’invalidità, in quanto si è «sottratto» alla visita di verifica periodica che dispone l’Inps, ma sol perché non gli era stato notificato il provvedimento, probabilmente proprio per il suo trasferimento. Nel giugno scorso, la commissione medica dell’Asp di Catania ha riconosciuto la totale invalidità dell’uomo e la sua inabilità al lavoro.

Con l’intercessione di Bellassai e dell’avvocato Maria Carmela Manenti, B.V. ha chiesto all’Inps il ripristino della pensione, ma gli è stato risposto che per la visita passeranno sette-otto mesi. Conseguente il disperato gesto di mercoledì mattina nella sua abitazione di via Scribano. L’uomo, dopo aver anticipato a Bellassai, la voglia di farla finita, è uscito sul balcone di casa, con una corda appesa al collo. È stato bloccato giusto in tempo dall’amico e convinto dall’avvocato Manenti ad essere ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’Ompa. L´Inps di Ragusa si sta adesso attivando per cercare di sveltire i tempi previsti dalla legge al fine di ripristinare la pensione dell´uomo.

COSA FA LA CARITAS DIOCESANA?
"Nei mesi precedenti, in particolare da maggio a luglio, abbiamo agguantato in extremis diverse situazioni in cui uomini e donne, spesso al di sotto dei 50 anni, meditavano di togliersi la vita a causa della perdita di lavoro o delle difficoltà economiche crescenti. Ora sembra emergere, timidamente, una maggiore fiducia: su questa dobbiamo puntare, ad ogni costo».

E´ l´istantanea del direttore della Caritas diocesana, Domenico Leggio, sulla situazione economica e sociale del territorio ibleo, frutto del monitoraggio costante dei centri d´ascolto attivi in provincia, che garantiscono assistenza, non solo economica, a circa mille utenti, con oltre 3mila persone complessivamente coinvolte. "All´incremento esponenziale del 2011, - spiega Leggio - nell´ordine del 30 per cento, si è aggiunto circa il 5 per cento di richieste in più.

Le situazioni più difficili, riguardano in particolare, le famiglie monoreddito ed i giovani, ovvero i più colpiti dalla crisi". Ai centri d´ascolto ricorre ora anche il cosiddetto "ceto medio», il quale «ha assistito ad una riduzione dell´orario di lavoro e, di conseguenza, dello stipendio. E non riesce più a risparmiare i classici 20 euro settimanali, anzi è alle prese con ritardi sempre più consistenti nel pagamento di bollette e tasse, che si aggiungono alle difficoltà di rispettare gli impegni assunti con gli istituti di credito».

La Caritas ha così avviato, in collaborazione con le parrocchie della diocesi, una serie di iniziative tese a potenziare il rapporto diretto con le famiglie: "In particolare, grazie ai nostri volontari, abbiamo sviluppato il sistema dell´orientamento, non solo al lavoro, ma più in generale nel disbrigo delle pratiche e nel sostegno psicologico alle famiglie. Inoltre - continua Leggio - sulla spinta di quanto proposto dal prossimo anno pastorale, sul tema dell’educazione alla verità, stiamo rafforzando le visite domiciliari, per aiutare direttamente anche chi, spesso, mostra imbarazzo nel rivolgersi ai nostri centri d´ascolto.

A settembre abbiamo infine indirizzato una buona parte delle risorse economiche disponibili, nell´acquisto di kit scolastici". Una crisi che acuisce anche le difficoltà d´integrazione tra immigrati e cittadini iblei, anche in virtù dei classici luoghi comuni sul lavoro «che non c´è». "In realtà il trend è molto simile. – sottolinea il direttore della Caritas diocesana - In presenza della crisi, infatti, le carenze occupazionali riguardano tutti, senza distinzioni". La fiducia resta quindi l’obiettivo primario, come dimostra il progetto "Policoro", avviato dalla diocesi, che mira a sostenere, in termini di formazione e consulenza gratuita, giovani e meno giovani che intendono avviare iniziative imprenditoriali: una quindicina i soggetti coinvolti. L’altro aspetto riguarda, invece, il sostegno al credito.

In questo settore rientra sia il «prestito della speranza», attraverso fondi Cei, con otto erogazioni già effettuate nell’arco del biennio. A cui si aggiunge l’iniziativa legata al microcredito per le famiglie siciliane, promosso dalla Regione. «Una misura nata per sostenere situazioni di difficoltà economiche lievi, per un importo massimo di 6mila euro erogato a condizioni specifiche e rimborsabile con rateizzazione per rispondere a crisi di liquidità temporanee». Oltre 190 le richieste nel 2012 presentate nei centri d’ascolto Caritas; 54 le pratiche inviate ai relativi istituti di credito, di cui 6 già esitate, 13 pareri negativi e 35 richieste in attesa di risposta, con gli operatori a disposizione per l’adempimento delle relative procedure burocratiche.

«Il tutto a titolo completamente gratuito – precisa Leggio – e colgo l’occasione per ribadire che nessuno è autorizzato a richiedere un compenso per il disbrigo delle pratiche». Necessaria dunque, nuova linfa economica per reagire alla crisi. «Spesso non riusciamo a fronteggiare le tante richieste che giungono dalle famiglie. Al contempo, però, risultano bloccati diversi milioni di euro a livello regionale, perché mancano i bandi per la presentazione dei progetti . Le motivazioni sfuggono, ma di certo – conclude Leggio - queste risorse rappresentano una concreta boccata d’ossigeno, che può mettere in circolo importanti risorse economiche, e che vanno messe a disposizione in tempi rapidissimi».

Si ringrazia per la collaborazione Giorgio Antonelli e Davide Allocca di Gazzetta del Sud