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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 600
RAGUSA - 04/10/2012
Cronache - Si sono riuniti in piazza S. Giovanni per la loro incursione in una casa del centro storico

Tentano furto, quartetto di minori messo in fuga

Arrestato S.S. di 16 anni, ragusano, denunciati gli altri tre. In via Roma arrestata una cittadina romena per rapina nei confronti di una connazionale

Un quartetto terribile. Un componente è finito in carcere e gli altri tre sono stati denunciati. Sono tutti minorenni ma nonostante la giovane età non si sono fatti scrupoli di sorta per irrompere in un casa del centro storico della città per rubare. Il «capo banda», S.S. di 16 anni, è finito presso il Centro minori di Catania, i suoi tre amici, tutti coetanei, sono stati invece affidati alle famiglie.

Centro operativo per le incursioni del quartetto era piazza S. Giovanni da dove i minorenni sono partiti per dirigersi verso una casa che sapevano non occupata temporaneamente e dove si trovavano dei computer. Sono entrati in azione cercando di forzare la porta ma il rumore provocato ha innescato l’intervento di una vicina di casa che con le sue grida ha messo in fuga i giovani. Non contenti la mini gang è ritornata in azione riorganizzandosi con due addetti a far da palo e gli altri due con il compito di rubare il computer.

Ancora una volta è andata buca perché un parente dei proprietari ha bloccato due giovani mettendoli in fuga. Nel frattempo sul posto sono intervenute alcune volanti che hanno rastrellato la zona ed hanno condotto i minori in Questura per inchiodarli alle loro responsabilità. E’ emerso che S. S. aveva assunto il comando delle operazioni e qualche giorno prima, inoltre, aveva rubato un ciclomotore.

Arrestata e subito scarcerata donna romena
Nella serata di giorno 2 una donna di nazionalità rumena denunciava alla sezione volanti della Questura di Ragusa di essere stata aggredita e derubata del proprio telefono cellulare e del borsellino, in via Garibaldi all’altezza di via Roma, da parte di una sua connazionale, B.C.M.

Verso le ore 21 gli agenti della Questura di Ragusa rintracciava la B.C.M. ed avendole trovato addosso il telefonino della denunciante, la arrestavano con l’accusa di rapina e lesioni personali.

La B.C.M., difesa dall´avvocato Edoardo Cappello, è comparsa per l’udienza di convalida dell’arresto davanti al Gip del Tribunale di Ragusa. L’imputata ha tenuto un comportamento collaborativo spiegando al Gip che tra la stessa e la persona offesa, nella serata di giorno 2 ottobre, vi era stata una accesa discussione degenerata in spintoni ed insulti, e ciò a causa di una presunta relazione sentimentale tra la denunciante e il convivente della B.C.M..

Per questo motivo, quest’ultima spinta dal rancore e dalla collera, si era impossessata del telefonino della persona offesa, che era caduto per terra durante la colluttazione, non per rubarlo ma solamente al fine di controllare eventuali sms intercorsi tra il convivente e la parte offesa.

Il Gip, dando seguito alla tesi difensiva e ritenendo la mancanza di pericolosità sociale in capo all’imputata, ha disposto l’immediata scarcerazione della B.C.M. rigettando la richiesta di applicazione della misura cautelare della detenzione domiciliare avanzata dalla Procura della Repubblica di Ragusa.