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RAGUSA - 05/10/2012
Cronache - L’ente di palazzo dell’Aquila precisa la situazione reale

Il comune di Ragusa non è stato truffato da Tributi Italia

Eppure ci sarebbe un comune della provincia che risulta truffato dalla società di riscossione tributi Foto Corrierediragusa.it

Non è il comune di Ragusa ad essere stato danneggiato da Tributi Italia, per un danno di 2 milioni e 900mila euro, per mancati introiti derivanti dalla riscossione di tributi, quali l’Ici. Lo precisa il dirigente del servizio finanziario dell’ente di palazzo dell’Aquila Cettina Pagodo. Sentita telefonicamente, la dottoressa Pagodo ha dichiarato: «Escludo in maniera categorica che il comune di Ragusa possa essere stato truffato dalla società di riscossione Tributi Italia, che agisce in nome e per contro di enti pubblici. Il nostro ente ha sempre utilizzato i canali tradizionali per la riscossione dei tributi.

Tutto questo – conclude la Pagodo – è stato accertato a seguito di scrupolosi controlli interni all’ente, che nulla ha dunque a che vedere con Tributi Italia». La notizia del coinvolgimento del comune di Ragusa nella vicenda era stata diramata nell’edizione di giovedì 4 ottobre de «Il sole 24 ore». Notizia adesso smentita dall’ente di palazzo dell’Aquila.

«Il Comune di Ragusa non ha mai avuto alcun rapporto con «Tributi Italia», agenzia di riscossione dei tributi coinvolta in un´indagine della magistratura». Ad affermare ciò è anche il Commissario Straordinario del Comune Margherita Rizza, che ha avuto assicurazioni in tale senso da parte della Dirigente del Settore Gestione Servizi Contabili e Finanziari Cettina Pagoto.

«Posso pertanto assicurare che non esiste alcuna situazione di rischio per le Casse dell´Ente - afferma la Rizza – in quanto per la riscossione dei tributi il Comune di Ragusa si serve della Serit».

Stando comunque alle notizie in possesso del quotidiano economico di Confindustria, però, ci sarebbe comunque un comune ibleo truffato da Tributi Italia, il cui amministratore Giuseppe Saggese è finito in manette per aver truffato circa 400 comuni in tutta Italia. Sarebbero esclusi, oltre a Ragusa, pure Pozzallo e Ispica, i cui rispettivi dirigenti di settore hanno fatto sapere di non essere coinvolti nella vicenda di Tributi Italia.

LA TRUFFA DI SAGGESE IN TUTTA ITALIA
Tanto denaro, decine e decine di milioni, in parte volatilizzato e in parte sequestrato dal nucleo della polizia tributaria di Genova che ha inseguito le tracce degli amministratori di Tributi Italia e delle società a questa collegate fino a notificare un’ordinanza di custodia cautelare a carico del «dominus» di questo puzzle finanziario: Giuseppe Saggese, 52 anni, nato a Taranto, amministratore di Tributi Italia Spa, la società che in tre anni, dal 2006 al 2009 ha riscosso le tasse comunali in nome e per conto di 400 Comuni italiani, senza versare loro alcunché.

Denaro che secondo la Procura di Chiavari finiva nelle tasche di Saggese, capace di prelevare dal proprio conto anche 10 mila euro al giorno. Per concedersi quella che la stessa Guardia di finanza definisce «una vita nel lusso»: auto di grossa cilindrata, yacht, viaggi in aerei privati, viaggi da sogno in località esotiche.

Insieme a Saggese nei guai sono finite altre quattro persone, tra cui sua sorella, accusate a vario titolo di peculato e reati fiscali. La Guardia di finanza ha sequestrato a Saggese beni di lusso e denaro per 9 milioni. I baschi verdi stanno però cercando il resto del malloppo, si parla di altre decine di milioni di euro, che probabilmente si trovano già all’estero.

Così scrive il gip, spiegando il motivo per cui non ha concesso a Saggese gli arresti domiciliari: «è necessario tener conto che tramite le sue immense possibilità economiche, le sue entrature nel mondo dell’imprenditoria, le sue possibilità ricattatorie a fronte di favori elargiti, il Saggese potrebbe anche continuare a delinquere e a inquinare prove, magari fuggendo all’estero dove sicuramente si trova gran parte del capitale sottratto alla Pubblica Amministrazione».

Tanti i Comuni truffati. Alcuni sono capoluoghi come Caserta, Vercelli, Benevento, Foggia, Frosinone,e, per l’appunto, anche Ragusa. Altri sono pubbliche amministrazioni di piccole dimensioni come Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, 12mila abitanti che volevano pagare le tasse e che invece hanno involontariamente contribuito alle casse di Tributi Italia per un importo pari a un milione 34mila euro nel triennio 2007-2009. Cifra ingente cui si devono sommare oltre 900mila euro di interessi. In tutto, stando alle accuse, ai Comuni sarebbero stati sottratti circa 100 milioni di euro. Di questi, almeno 20 sarebbero finiti all’amministratore di fatto di Tributi Italia.


05/10/2012 | 16.02.18
Daniele Migliorisi

Scusate, ma non si capisce: il Comune di Ragusa è stato truffato oppure no?


E i dirigenti degli uffici tributi?
04/10/2012 | 15.46.49
Marcello

Mi chiedo.. ma i dirigenti degli uffici tributi degli enti coinvolti, vigilavano??? dopo 3-4 anni si sono accorti di ammanchi.. e i responsabili degli uffici contabili, non si accorgevano dai movimenti contabili delle mancate entrate?? mahh.. molto strano... ci saranno sicuramente gravi negligenze o magari complicità.