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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1453
RAGUSA - 01/10/2012
Cronache - Operazione "Chimera" all’alba di ieri da parte dei Carabinieri del comando provinciale

Estorsioni con kalashnikov e penna lanciarazzi ai commercianti: 6 arresti

L’organizzazione malavitosa sarebbe stata diretta da Mario Campailla, inteso "Mario ‘u checcu", ovvero «Mario Saponetta», 50enne nato a Vittoria ma residente a Comiso, pregiudicato. Un sesto soggetto, Salvatore Adamo, è stato arrestato per detenzione abusiva di arma clandestina
Foto CorrierediRagusa.it

Ha «decapitato» un clan mafioso appartenente alla «Stidda», da sempre in contrapposizione a «Cosa nostra» per la spartizione del territorio ibleo, l’operazione «Chimera» scattata all’alba di ieri con circa 100 Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, diretti dal Comandante provinciale Colonnello Salvo Gagliano. I militari hanno operato con l’ausilio di un elicottero dell’Elinucleo di Catania e di due unità cinofile, una per la ricerca di stupefacenti e l’altra per armi, eseguendo un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania nei confronti di 5 persone di Comiso e Ragusa.

I NOMI DEGLI ARRESTATI
Le manette sono scattate per Mario Campailla, inteso "Mario ‘u checcu", ovvero «Mario Saponetta», 50enne nato a Vittoria ma residente a Comiso, pregiudicato; Francesco Razza, inteso "Franco" o "Franco sapunetta", 53enne nato a Vittoria ma residente a Comiso, fratellastro di del già citato Mario Campailla, pregiudicato; Salvatore Servo, 38enne nato a Palagonia, provincia diu Catania, ma residente a Comiso, pregiudicato; Silvio Daniele Izzio, detto «Daniele», 36enne nato a Vittoria ma residente a Ragusa, anche lui fratellastro di Campailla, pregiudicato. Manette infine anche per Massimo Scalambrieri, 25enne nato e residente a Comiso, pregiudicato.

Nella foto in alto da sx Campailla, Izzia, Servo, Razza, Scalambrieri (i 5 presunti "stiddari") e Salvatore Adamo, arrestato in flagranza per detenzione di arma clandestina (vedi paragrafo in fondo).

LE ACCUSE
Queste cinque persone sono accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso (aggravata dal fatto di essere l’associazione armata) e estorsione e tentate estorsioni aggravate e detenzione e porto abusivo di armi da guerra e comuni. Sempre nella stessa mattinata i militari hanno eseguito una decina di decreti di perquisizione domiciliari.

L’operazione «Chimera» colpisce capi e luogotenenti di una pericolosa cosca armata della «Stidda», attiva a Comiso e riconducibile a quella già denominata clan Dominante di Vittoria.

IL "CUORE" DELL´OPERAZIONE "CHIMERA"
L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, che si è avvalsa della preziosa collaborazione della Procura della Repubblica di Ragusa, è stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, mediante servizi di osservazione e pedinamento coniugati a operazioni tecniche di intercettazione iniziate da febbraio scorso, ed ha consentito di comprendere le dinamiche della mafia comisana e dei suoi interessi illeciti con lo storico clan «Dominante»: dalle attività estorsive commesse in una vasta area della provincia ai danni di imprenditori, passando per gli approvvigionamenti di armi da guerra in Calabria.

IL RUOLO DI CAMPAILLA
L’organizzazione veniva organizzata e diretta da Mario Campailla, già condannato per associazione mafiosa e da poco scarcerato dopo aver scontato una pena detentiva di anni 8 per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, personaggio di grande caratura criminale che dalla sua scarcerazione provvedeva a riorganizzare le fila della criminalità organizzata di Comiso.

Stando alle indagini dei Carabinieri, attraverso i suoi luogotenenti e gregari Campailla aveva strutturato il sodalizio in maniera tale da avere tra le finalità quelle di attuare un ferreo controllo del territorio sottoponendo ad estorsione numerosi commercianti del centro casmeneo. Per quanto attiene alle estorsioni, le indagini permettevano di accertare che erano attuate col metodo «mafioso», con visite «di persona» sul luogo dell’attività commerciale della vittima, facendo riferimento al classico bisogno di reperire denaro per assistere le persone detenute e i loro familiari.

LA DENUNCIA DI 3 DEI NUMEROSI IMPRENDITORI TAGLIEGGIATI
Sei sono gli imprenditori identificati e circa una decina quelli ancora in corso di identificazione, alcuni dei quali verranno sentiti nei prossimi giorni. Tre di loro hanno avuto il coraggio di denunciare. Per quanto riguarda le armi, l’attività d’intercettazione consentiva di accertare che il gruppo aveva nella propria disponibilità diverse armi, tra cui pistole e mitragliette «Skorpion». Lo scorso luglio Salvatore Servo e Giuseppe Guastella furono arrestati in flagranza di reato assieme ad altre 9 persone con un borsone contenente due fucili e un kalashnikov, destinati ad armare ulteriormente il gruppo.

LE MINACCE AI COMMERCIANTI CON ARMI E INCENDI DEI LOCALI
L’accertata escalation della commissione di alcuni gravi reati di natura estorsiva mediante incendi e con l’intento di far uso eclatante di armi, reperite a Reggio Calabria, oltre al pericolo di fuga giustificato da alcune conversazioni intercettate dalle quali si capiva che alcuni degli aderenti al clan erano pronti alla latitanza, ha determinato sostanzialmente l’esigenza di ricorrere ai fermi, atteso il grave pericolo che l’attività del sodalizio stava determinando per la pubblica incolumità.

DETENZIONE DI ARMA CLANDESTINA: ARRESTATO SALVATORE ADAMO
Nel contesto dell’operazione odierna, sempre su disposizione della Distrettuale etnea, venivano altresì eseguite delle perquisizioni. Nel corso di una di queste perquisizioni, a carico di soggetti indagati e collegati a quelli fermati, veniva rinvenuta e sequestrata una penna lanciarazzi modificata per sparare cartucce calibro 22, munita di silenziatore artigianale di 16 centimetri, entrambi di provenienza clandestina, perfettamente funzionanti. Per detenzione abusiva di arma clandestina è stato dunque tratto in arresto, in flagranza di reato, Salvatore Adamo, 36enne residente a Comiso.