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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1320
RAGUSA - 17/07/2012
Cronache - Nel registro degli indagati un ragusano e un ravennate per la "scalata" alla proprietà

Indagati per truffa 2 imprenditori dopo sequestro "Mediterraneo Palace Hotel"

Adesso la struttura rischia il blocco delle attività Foto Corrierediragusa.it

Sono due gli imprenditori indagati per i reati ipotizzati di truffa e tentata truffa nei vari passaggi di proprietà dello storico e prestigioso «Mediterraneo Palace Hotel» (foto) di via Roma a Ragusa. Si tratta di un ragusano e un ravennate entrambi proprietari della struttura e che, secondo le indagini condotte dai Carabinieri, avrebbero effettuato operazioni poco lecite per procedere alla «scalata» delle proprietà dell’hotel con annesso il bar pasticceria. Adesso il «Mediterraneo Palace Hotel» rischia il blocco delle attività.

Il sequestro preventivo e cautelare della struttura è stato eseguito lunedì mattina dai militari dell’arma su disposizione del procuratore capo di Ragusa Carmelo Petralia, a seguito delle denunce che hanno fatto seguito alle esposizioni pesanti con banche e creditori nell’ambito della gestione dell’hotel, che da qualche mese fa capo ad una società ragusana e ad una emiliana, entrambe operanti nel settore turistico alberghiero. Il contiguo bar pasticceria è invece riconducibile ad un’altra società.

L’ufficiale giudiziario potrebbe a questo punto eseguire il provvedimento di riassegnazione della proprietà del complesso edilizio che fa capo alla «Unicredit leasing», che ha ottenuto dal tribunale di Bologna la risoluzione del contratto di leasing.

Tutto questo dal momento che la società emiliana in parte interessata dalla gestione della struttura, è stata da qualche tempo posta in stato di liquidazione per via delle già citate esposizioni insolute con banche e fornitori per un importo di parecchi milioni di euro. Di tutto questo sarebbero responsabili i due imprenditori, il ragusano e il ravennate, proprietari della struttura, finiti nel registro degliindagati. Da qui il provvedimento di natura penale del sequestro preventivo e cautelare della struttura da parte della procura di Ragusa che dovrà adesso essere confermato dal gip.