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RAGUSA - 04/05/2012
Cronache - Dopo cinque ore e mezza di camera di consiglio

Processo "Final game": condanne per 7 imputati su 8

L’operazione antimafia messa a segno da polizia e carabinieri tra il 23 giugno e 17 luglio del 2009

Dopo cinque ore e mezza di camera di consiglio, il Tribunale di Ragusa ha condannato sette degli otto imputati alla sbarra coinvolti nell’operazione antimafia messa a segno da polizia e carabinieri tra il 23 giugno e 17 luglio del 2009. Assolto da tutti i reati uno dei presunti affiliati a «Cosa Nostra». Si tratta di Fabio Incardona, 30 anni, per cui il Pm aveva chiesto 9 anni di carcere. Il collegio ha accolto in pieno la tesi difensiva assolvendolo per non avere commesso il fatto.

Assoluzione dal reato associativo anche per Gianfranco Cascino, 36 anni, per cui il Pm aveva chiesto 12 anni di reclusione; Cascino è stato condannato solo per detenzione di armi a 2 anni e 6 mesi, pena già scontata. Cascino e Incardona sono stati scarcerati appena letta la sentenza. Per gli altri presunti appartenenti a «Cosa Nostra», invece, sono state emesse sentenze di condanna, pari a 7 anni e 6 mesi per Giuseppe Maurizio Intanno, 41 (il Pm ne aveva chiesti 9); 4 anni, contro i 13 anni chiesti dall’accusa, per Giuseppe Sarrì di 49 anni, in applicazione alla disciplina anteriore all’entrata in vigore della legge del 2005 che ha inasprito le pene; 3 mesi di isolamento diurno (contro i 6 chiesti dal Pm), in continuazione con l’ergastolo rimediato per la strage del 2 gennaio 1999, per Carmelo La Rocca di 40 anni.

Per i presunti affiliati alla «Stidda» la pena maggiore è stata inflitta a Marco Giurdanella di 31 anni, condannato a 10 anni e 8 mesi di reclusione (il Pm ne aveva chiesti 12); 8 anni per Vincenzo Latino di 41 anni, presunto capo del gruppo, ma in continuazione con la condanna a 10 anni per l’operazione «Greenline» emessa dalla Corte d’Appello il 3 gennaio 2003 (il Pm aveva chiesto 16 anni); tre anni al pentito Giuseppe Doilo di 37 anni (il Pm aveva chiesto 7 anni); Latino e Doilo erano accusati anche del tentato omicido di Giovanni Antonuccio derubricato in lesioni. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo sono associazione a delinquere finalizzata alla commissione di tre tentati omicidi, estorsioni (una sola vittima si è costituita parte civile) e traffico di sostanze stupefacenti.