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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 637
RAGUSA - 25/02/2012
Cronache - La malvita organizzata forse voleva alzare il tiro, ma i Carabinieri erano pronti

Colpi di kalashnikov vicino casa di Montalbano. 2 arresti per droga

Manette per Mario Caruso, 54 anni, originario di Noto ma residente a Ragusa dove svolge l’attività di artigiano restauratore, e per l’immigrato 24enne Fitouri Sokmani
Foto CorrierediRagusa.it

Due persone arrestate, sei chili di droga sequestrati e diversi soggetti denunciati. E’ il bilancio della vasta operazione anticrimine portata a termine dai Carabinieri del comando provinciale ad appena 48 ore di distanza dal grave atto intimidatorio con colpi di kalashnikov sparati ai danni di un’azienda di confezioni ortofrutticoli e di un ristorante proprio dietro la famosa casa della fiction televisiva del Commissario Montalbano a Punta Secca, in territorio di Santa Croce Camerina.

Proprio utilizzando il kalashnikov quale forma di avvertimento forse la malavita organizzata intendeva alzare il tiro in provincia, ma i Carabinieri si sono fatti trovare pronti e hanno subito avviato le indagini culminate nei due arresti, nelle denunce e nel sequestro di droga. Tutto questo, come accennato, nell’ambito di una imponente operazione del comando provinciale, che, dall’alba di oggi, ha passato al setaccio una vasta parte del basso territorio ibleo. I territori di Comiso, Santa Croce Camerina, Scicli e Modica sono stati interessati da posti di blocco, controlli di pregiudicati, e numerose perquisizioni domiciliari.

Molti soggetti pericolosi sottoposti a sorveglianza speciale e libertà vigilata sono stati condotti in caserma per accertamenti e foto segnalamento. In campo circa 100 Militari delle Compagnie di Modica, Vittoria e Ragusa, supportate da unità cinofile di Catania e da un aeromobile del 12° Elinucleo di Catania. Le manette sono scattate per Mario Caruso (nel riquadro della foto con la droga sequestrata), 54 anni, originario di Noto ma residente a Ragusa dove svolge l’attività di artigiano restauratore, e per l’immigrato 24enne Fitouri Sokmani.

Caruso è stato sorpreso a Comiso dai militari in possesso di sei chili di marijuana suddivisa in 5 confezioni di plastica sigillata con scotch da pacchi detenuta ai fini di spaccio. L’uomo era già stato arrestato per un precedente analogo nel 1987 dai Carabinieri di Modica. A Santa Croce invece è stato ammanettato l’immigrato con addosso 18 grammi di hashish. Sempre a Santa Croce, inoltre, sono stati sorpresi e segnalati alla Prefettura di Ragusa due giovani per uso personale di marijuana, anch’essa sequestrata. E’ stata altresì rinvenuta abbandonata una pistola giocattolo priva del previsto tappo rosso, posta sotto sequestro.

Anche a Modica e Scicli l’attività dell’Arma ha dato i suoi frutti, con la denuncia in stato di libertà di due persone per detenzione di un grammo di eroina, 500 semi di canapa indiana, 2 bilancini di precisione per il confezionamento della droga e un bracciale d’oro di provenienza illecita. Si è poi registrata la denuncia di una persona per guida senza patente perché revocata. Numerose le perquisizioni personali, domiciliari e veicolari.

Resta adesso da accertare se le due persone arrestate possano avere qualcosa a che vedere con i colpi di kalashnikov sparati contro l’azienda agricola e il ristorante di Santa Croce a scopo intimidatorio. I Carabinieri avevano rinvenuto circa una decina di bossoli, sei dei quali dopo l’atto intimidatorio al ristorante vicino alla casa di Montalbano.

I COLPI DI KALASHNIKOV AL RISTORANTE
di Federico Dipasquale

Preoccupante atto intimidatorio ai danni di un noto ristorante di Punta Secca, proprio vicino alla piazzetta della «Casa di Montalbano» (foto). Due uomini, poco dopo le ore 13, si sono presentati in caserma per denunciare ai carabinieri di aver sentito degli spari durante la notte precedente all’altezza del locale. I carabinieri nel corso del sopralluogo a Punta Secca hanno effettivamente rinvenuto tracce degli spari contro la porta d’ingresso del locale: due fori di proiettile e i relativi bossoli.

I proprietari del locale non si danno una spiegazione dell’attentato, avrebbero dichiarato agli inquirenti di non avere ricevuto minacce o altri segnali intimidatori. Il fatto, secondo una prima ricostruzione delle forze dell’ordine, pare sia da collegare con il precedente atto intimidatorio dei giorni scorsi ai danni di una ditta di costruzioni in legno situata poco fuori Santa Croce che, anche in questo caso, ha subito due spari che hanno attinto le strutture dell’impresa.

Due episodi e un solo filo che li unisce e che dà una lettura inequivocabile e preoccupante: la mano della criminalità che dà un segnale di voler penetrare nel territorio e di imporre la sua legge, quella della forza e dell’intimidazione. Le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi dell’indagine condotte dal comando provinciale del carabinieri e dal nucleo radiomobile di Ragusa. La cittadina sembra nelle ultime settimane piombata nel vortice della criminalità, come se il vuoto lasciato dopo la «pulizia» degli ultimi anni in provincia vorrebbe essere preso da nuovi gregari e malavitosi che hanno deciso di dare un segnale eclatante e forte: entrare nel predominio del territorio.


la grande buffonata
26/02/2012 | 12.24.56
Monika

come sempre ci ritroviamo alle menzogne che scrivono ,invece la verità e sempre nascosta,se volete delle delucidazioni Vi do io,perche il vero infame è fuori,e non lui che è stato la vittima di un complotto.