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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 705
RAGUSA - 15/10/2011
Cronache - Si blocca l’affaire sabbia della costa iblea

L’Arenaria rinuncia a estrarre sabbia marina lungo il litorale

Una decisione cautelativa per «presenze di sabbie relitte». L’Arpa, comunque, aveva negato l’autorizzazione. Dopo le denunce di pescatori e ambientalisti sono scattate indagini giudiziarie ancora in corso, sulle quali vige il massimo riserbo
Foto CorrierediRagusa.it

L’Arenaria srl, la società emiliana specializzata nell’estrazione di sabbie dai fondali marini, rinuncia formalmente e in via cautelativa alla concessione demaniale per l’estrazione della sabbia e ghiaia dai fondali del mare ibleo, per aree estese in oltre 216 chilometri quadrati. La notizia relativa all’«affaire sabbia» viene direttamente dal Comando provinciale della Guardia di finanza, che ha condotto indagini in tal senso su disposizione della Procura di Ragusa. La motivazione della rinuncia- dice la Finanza- fa riferimento agli esiti di una ricerca integrativa che, confermando la presenza di sabbie relitte nelle aree oggetto di concessione, viene stabilito che il materia risulta depositato a una profondità tale da rendere impossibile l’estrazione.

L’istanza di estrazione era stata presentata nel novembre del 2010 dalla società emiliana ed era finalizzata a ottenere l’autorizzazione a estrarre sabbia e ghiaia dai fondali da utilizzare per il ripascimento delle spiagge ragusane, afflitte dal perenne fenomeno dell’erosione (foto).

Come si ricorderà, la notizia destò scalpore anche a seguito dell’ammutinamento dei pescatori di Scoglitti e di tutta la fascia che presentarono una contro istanza per bloccare la concessione temendo la morte della fauna ittica e la totale crisi della piccola pesca. Oltre ai pescatori, anche le associazioni ambientaliste si posero sul piede di guerra per impedire la concessione.

Vi è da dire, inoltre, che anche l’Arpa di Ragusa, interessata dall’assessorato Tutela e Ambiente di Palermo, insieme al servizio V.i.a e V.a.s ha dato parere negativo al rilascio della concessione.

Nonostante ciò, l’Arenaria sembrava ormai intenzionata ad investire ingenti capitali in provincia, risultando peraltro già titolare di una analoga concessione sul litorale palermitano, come appurato anche dalla Guardia di finanza, nel corso delle indagini. L’eco mediatica di tali eventi, pertanto, ha interessato la Procura di Ragusa. Il procuratore Carmelo Petralia, ha ritenuto opportuno delegare la Guardia di finanza di Ragusa, al fine di espletare tutti gli accertamenti del caso.

La vicenda, infatti, appariva connotata da molteplici aspetti, potenzialmente riconducibili a condotte di rilevanza penale, nell’ottica di un significativo, anche se non ancora concretizzato, danno ambientale.

Nel prosieguo delle indagini, pochi giorni prima di Ferragosto, i finanzieri si sono recati presso gli uffici della Capitaneria di porto di Pozzallo, acquisendo la documentazione inerente al carteggio dell’istanza. Altra documentazione è stata reperita presso l’assessorato regionale Tutela e ambiente.

A conclusione delle indagini effettuate in questi giorni, i finanzieri del Comando provinciale di Ragusa hanno depositato la relazione finale delle indagini, sul cui contenuto, attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria inquirente, vige il massimo riserbo.