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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 991
RAGUSA - 14/09/2011
Cronache - Alle 4 del mattino procedevano in direzione Catania

Predoni di rame presi dalla Polstrada sulla Rg-Ct a Licodia

Trecento chili di rame rubato in territorio di Chiaramonte e Comiso nascosto sotto una coperta dentro il cassone. «L’abbiamo trovato per strada» hanno risposto i due romeni arrestati
Foto CorrierediRagusa.it

Alle 4 del mattino con 300 chili di rame appena rubato in viaggio sulla Ragusa-Catania. Sono stati intercettati dagli agenti della Polstrada di Ragusa, coordinati dal vice questore Gaetano Di Mauro (protagonista di una serie di colpi eccezionali affibbiati ai trasgressori del codice della strada e non solo, da quando dirige la Stradale di Ragusa). Erano all’altezza del bivio che va a Licodia Eubea e procedevano in direzione Catania. Costantin Stancu e Marcel Vasilica Ciobanu (nella foto da destra a sinistra), 26 e 28 anni, romeni. Avevano accatastato 300 chili di rame avvolto in 14 matasse dentro il cassone di un camion. Il mezzo, era talmente carico che sfiorava l’asfalto con la parte basse del motore.

Per reati del genere in Romania li chiuderebbero in una cella-tugurio del carcere e non li farebbero uscire prima di 5 anni. In Italia se non hanno precedenti è probabile che fra qualche giorno saranno già in giro a commettere altri reati. Sono i predoni del rame, quelli che tranciano i fili delle linee elettriche senza pensarci due volte, smontano canalette degli scoli dell’acqua, che mettono a serio rischio la sicurezza di un territorio. Perché il rame vale molto, vale la pena rubarlo, vale persino rischiare di rimanere folgorati arrampicati sui pali dell’alta tensione.

Gli agenti hanno intimato l’alt e al controllo del bagagliaio sono state trovate 14 matasse nascoste da una coperta. Alla domanda sul contenuto del camion hanno risposto: «L’abbiamo trovato per strada poco prima». Accanto al rame, però, vi era anche una cesoia ed un paio di forbici da elettricista. Il tutto è stato sequestrato, i due romeni condotti al comando e poi in carcere.

La certezza dello scempio commesso, arrivava dalle dichiarazioni dell’Enel, che confermava trattarsi di cavi in uso allo stesso ente, adoperati per forniture di energia elettrica civili e industriali. Nei giorni scorsi, infatti, in territorio di Chiaramonte e Comiso, i tecnici dell’Eel erano intervenuti più volte su diverse segnalazioni da parte di privati. I black out improvvisi per i quali qualche volta imprechiamo, adesso hanno anche un’altra giustificazione.

Gli agenti, effettuando un sopralluogo presso una contrada di Comiso, dove poche ore prima era stato segnalato all’Enel un guasto, hanno rinvenuto una scala nei pressi di un casolare abbandonato ed hanno accertato che da poco era stata asportata una treccia di rame. A quel punto c’erano tutti gli elementi per l’arresto: Stancu risultava essere senza patente, già sospesa per guida in stato di ebbrezza, mentre Cioabanu era incensurato. Dalla perquisizione domiciliare dei due sono venuti fuori altri oggetti atti a tranciare cavi elettrici e un tagliando assicurativo falso.

Di loro si occuperanno adesso il Procuratore della Repubblica di Caltagirone Francesco Paolo Giordano ed il sostituto procuratore della Repubblica di Ragusa Claudia Maone. Il Procuratore Giordano, accertata la flagranza dei gravi reati, ha convalidato gli arresti e ha disposto l’accompagnamento dei due presso la Casa Circondariale di Caltagirone.