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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 606
RAGUSA - 17/08/2011
Cronache - Dopo la morte del bancario di 57 anni Orazio Giunta e degli altri 2 decessi precedenti

La Cgil: " Misura colma". Adiconsum: "Gilotta dimettiti". Asp 7: "Calma"

Presa di posizione anche del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale
Foto CorrierediRagusa.it

La Cgil dice la sua sul quarto caso nel giro di pochi giorni nelle strutture ospedaliere dell´Asp 7 di Ragusa. Dice Giovanni Avola, segretario generale Cgil di Ragusa, ed Angelo Tabbì, responsabile sanità: "La misura è colma! Al di là degli accertamenti ( il minimo che debba essere fatto dalla direzione generale ) e delle indagini della Magistratura, si pone il serissimo problema della mala sanità anche nella nostra provincia. La fiducia della Cgil nell´accertamento della verità è massima: ma ci chiediamo: per quanto ancora dobbiamo registrare casi analoghi?

Vanno subito attivate tutte le procedure previste per abbassare il rischio clinico anche se non è possibile eliminarlo del tutto preventivamente. Ma tutto ciò necessita di rivedere anche l´organizzazione del lavoro di tutte le unità operative ospedaliere per dare certezza all´utenza e agli operatori sanitari.
E´ opportuno inoltre disporre accurate indagini in altri reparti di altre strutture ospedaliere della provincia dove non sempre tutto finisce sulla stampa ma, purtroppo sulla pelle dei pazienti".

La denuncia di Adiconsum

"Se gli ultimi decessi saranno imputati ad episodi di malasanità, noi come associazione chiediamo le dimissioni del Direttore Generale dell´Asp 7 Ettore Gilotta (foto), senza dimenticare la co-responsabilità della politica locale che, fino ad oggi, ha sostenuto questo modello di sanità ed i suoi attori, elogiandone spesso e volentieri le sue presunte «eccellenze»". Queste le dure parole con cui comincia la lunga lettera di denuncia dell´Adiconsum, a firma del presidente Gianni Cerruto.

"Ci sentiamo in dovere come Adiconsum - prosegue Cerruto - di stare vicino a chi impotente si trova a fare i conti, ancora una volta, con una sanità fortemente discussa. E’ evidente che, per quanto riguarda le eventuali responsabilità di carattere giudiziario dell’Asp 7, è di competenza della magistratura effettuare i dovuti accertamenti, ma la nostra percezione dei fatti ci porta a pensare che questi decessi siano il risultato di una malasanità.

Spesso i casi di malasanità rimangano nel dimenticatoio sia per paura delle ingenti spese legali che il cittadino sarebbe costretto ad affrontare sia per una mancata consapevolezza dei propri diritti di malato e di cittadino.

Una sanità - continua la lettera - che guarda solo ai bilanci economici, dunque ai tagli, agli accorpamenti di reparti, è destinata all’insuccesso in quanto viene meno il rispetto della sua mission: assistenza e cura del cittadino malato.

Di contro, però, assistiamo ad un turismo definito «sanitario», consistente nel trasferire, quando è possibile, i propri malati in altri centri ospedalieri fuori provincia o addirittura fuori regione, dove esistono delle realtà fatte di vere eccellenze.

Di questo ne posso dare io stesso testimonianza. Ricoverato nel mese di Maggio 2011 presso il reparto di chirurgia dell’Ospedale Civile di Ragusa a causa di una «pancreatite acuta», sono scampato alla sorte toccata al concittadino Orazio Giunta. Infatti, dopo aver trascorso qualche giorno senza constatare alcun miglioramento del mio quadro clinico, anzi un ulteriore peggioramento (versamento pleurico), ho deciso nonostante il parere contrario dei medici del reparto, di dimettermi e trasferirmi all’Ospedale «Garibaldi di Nesima» di Catania presso la Divisione retta dal Dott.Giannone, dove con le opportune cure ho risolto il problema in pochi giorni. Ad oggi sono ancora convalescente (dieta appropriata e riposo), ma tale esperienza ha suscitato in me il desiderio di far luce su eventuali responsabilità, e un sentimento di solidarietà e vicinanza nei confronti di colori i quali sono stati anch’essi, ahimè, protagonisti di episodi simili.

Come Adiconsum e insieme alla Confconsumatori, avevamo già chiesto un incontro, nel febbraio di quest’anno con Gilotta, per proporre un protocollo d’intesa al fine di avvisare ed informare l’Asp 7 sulle criticità rilevate e denunciate ai nostri sportelli; ma tale proposta non è stata condivisa.

Come Associazione - conclude Cerruto - oltre a chiedere le dimissioni del Direttore Generale Gilotta, ci riserviamo di costituirci parte civile in tutti quei casi di eventuale malasanità, in quanto riteniamo, che tale sistema vada modificato e migliorato.

LA RISPOSTA DELLA DIREZIONE GENERALE DELL´ASP 7
"I recenti luttuosi episodi di morti cosiddette «sospette», che hanno visto coinvolte le strutture sanitarie provinciali, mentre richiedono un’accorata partecipazione dell’Azienda sanitaria al dolore dei parenti, inducono al contempo a fare alcune necessarie precisazioni". Comincia così la nota della direzione generale dell´Asp 7 dopo le polemiche sollevate da esponenti istituzionali e associazioni in riferimento alle morti sospette negli ospedali iblei.

"Sui fatti oggettivi è necessario attendere, con la dovuta cautela - prosegue la nota - l’esito delle indagini giudiziarie e sanitarie, volte all’accertamento della verità e di eventuali responsabilità.

L´azienda stessa ha chiesto ai parenti, proprio sul caso Giunta, il consenso per procedere all´autopsia, consenso che venne espresso salvo la successiva denuncia di un congiunto che ha determinato il trasferimento dell´iniziativa all´autorità giudiziaria.

L´Autorità giudiziaria provvederà a stabilire in tempi rapidissimi l´esame autoptico, che sarà seguito con la dovuta attenzione dall´Azienda Sanitaria.

L´Azienda, che ha tutto l´interesse a tutelare la salute dei cittadini fortificando con loro il rapporto di fiducia, si riserva, alla luce degli elementi che emergeranno e sui quali si potrà conoscere la verità, ogni tipo d’intervento atto ad accertare fatti ed eventuali responsabilità.

L’Azienda ribadisce la fiducia e l’apprezzamento nei confronti di tutto il personale, impegnato con spirito di sacrificio e abnegazione nell’espletamento delle proprie mansioni.

Si sottolinea, per inciso, che durante il periodo estivo non sono state modificate le procedure né è stata depotenziata la dotazione organica delle strutture ospedaliere.

Si invita, infine, a voler mantenere un atteggiamento di cautela verso le note vicende in oggetto e su presunti rapporti di causa-effetto, tutti da accertare, date le gravi implicazioni culturali e sociali che possono avere nell’ambito della domanda di cura della cittadinanza.

Nel ribadire - conclude la nota - la disponibilità dell´Azienda a fornire ogni elemento utile alla conoscenza della realtà delle cose, si auspica al contempo una massima collaborazione affinché, pur nell´esercizio di ruoli diversi, si possa fornire ai cittadini un servizio sicuro per livello di efficienza e per qualità.

LA LETTERA DEL SINDACO DI RAGUSA AL MANAGER DELL´ASP 7
«La scomparsa di Orazio Giunta rappresenta l´ultima tragica tappa di una stagione di decessi apparentemente inspiegabili che hanno interessato le nostre strutture ospedaliere nel corso di questa estate».

Inizia così la nota che il sindaco Nello Dipasquale ha deciso di inviare al direttore generale dell´Asp 7 di Ragusa Ettore Gilotta dopo il decesso del noto funzionario di banca ragusano di 57 anni, fotografo freelance, avvenuta nei giorni scorsi.

«Forte è l´allarme sociale e viva la preoccupazione dei cittadini - scrive il primo cittadino al massimo rappresentante dell´Azienda Sanitaria Provinciale - che si interrogano, assieme alle autorità preposte, sulla sussistenza di eventuali casi di malasanità, dai quali peraltro finora il nostro territorio mi pare sia stato sotto questo profilo esente. Nella qualità di Coordinatore dei Sindaci della Provincia, La prego pertanto di volermi relazionare urgentemente in merito, anche in vista di una riunione della Conferenza dei Sindaci che sull´argomento - conclude Dipasquale - mi riservo eventualmente di convocare».

LA MORTE DI ORAZIO GIUNTA DOPO LA FLEBO AL "CIVILE"
Ancora una morte in ospedale. La terza nel giro di quindici giorni (due al "Civile" e una al "Guzzardi" di Vittoria) con l’ennesima inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica. Orazio Giunta, 57 anni, bancario, fotografo freelance, è morto nella serata di venerdì nel reparto di Medicina dell’ospedale Civile di Ragusa.

La salma è stata poi trasferita nella camera mortuaria del Maggiore di Modica in attesa del conferimento dell’incarico al medico legale che dovrà eseguire l’esame autoptico per stabilire le cause del decesso. L´autopsia dovrebbe essere eseguita mercoledì anche se manca ancora la conferma ufficiale. I carabinieri del Comando provinciale hanno sequestrato le cartelle cliniche ed il magistrato ha disposto l’autopsia. Incredulità, dolore e rabbia per la morte improvvisa dell´uomo, tra i tantissimi amici che hanno appreso, increduli, della morte del fotografo fre lance ragusano. Sul profilo di Orazio Giunta su Facebook le centinaia di post testimoniano l’affetto per l’amico, il collega, il padre amorevole.

Orazio Giunta, sposato con due figli, Carlotta 17 anni, e Costanza, 10 anni, è stato ricoverato martedì scorso in ospedale per una pancreatite acuta che non lasciava presupporre niente di particolarmente allarmante. Grazie alle cure somministrate i valori sono rientrati gradatamente nella norma ed i medici hanno pertanto disposto le dimissioni per sabato anche per consentire ad Orazio Giunta di trascorrere il ferragosto con i propri familiari.

Venerdì Orazio Giunta è sottoposto agli ultimi esami che rilevano tuttavia un numero di globuli bianchi fuori dalla norma. Un versamento pleurico, che era stato precedentemente riscontrato, avrebbe potuto causare un´infezione per cui i medici del reparto, proprio per prevenire qualsiasi problema, hanno deciso di sottoporre il paziente ad una flebo.

I familiari, la moglie Rosanna ed il fratello Carlo, molto legato ad Orazio anche per la passione per la foto, seguono l’operazione. Dopo pochi minuti dalla conclusione della flebo Orazio Giunta avverte un formicolio alle dita tanto che un infermiere toglie l’ago. Da quel momento, secondo quanto riferiscono i familiari, Orazio suda, si agita e poi muore. Una morte improvvisa ed inspiegabile, almeno fino a quando non verrà fatta chiarezza sul caso.

Con la morte di Orazio Giunta salgono a tre i casi di morti sospette (due al "Civile" e una al "Guzzardi" di Vittoria) sul tavolo del direttore generale dell’Asp 7 Ettore Gilotta che comunque ha confermato la sua fiducia nei medici. Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari, Leolouca Orlando, ha disposto intanto un’inchiesta con acquisizione di ogni necessaria documentazione mentre la magistratura farà il suo corso.

Orazio Giunta era molto noto in città dove si era trasferito da un ventennio dopo aver vissuto a Modica dove il padre è stato funzionario al Banco Unicredit. Estroverso e gioviale, Orazio Giunta sin da giovane aveva coltivato l’hobby della fotografia e si apprestava a diventare fotografo full time dopo il suo prossimo collocamento a riposo dalla banca presso cui lavorava. Non c’è riuscito o per fatalità o per errore, ma questa è un’altra, triste, storia.

L´ALTRA MORTE SOSPETTA DELL´ANZIANO OTTANTENNE SEMPRE AL "CIVILE"
Malasanità al «Civile» di Ragusa?. Sarà la Procura della Repubblica a stabilirlo. Intanto, è ufficiale, ci sono 3 denunce nei confronti di altrettanti medici dell’ospedale ragusano. Due effettuano servizio al Pronto soccorso e uno di Medicina. L’accusa è di omicidio colposo, negligenza e imperizia.

Il presunto caso di malasanità è venuto fuori dopo il decesso di un pensionato ottantenne avvenuto il 2 agosto scorso, sul cui cadavere è stata effettuata l´autopsia per chiarire le cause del decesso. La figlia dell´anziano ha voluto leggere bene fra le cartelle cliniche e si è rivolta alla Procura della Repubblica di Ragusa. Le indagini sono svolte dai Carabinieri del Nas e coordinate dal pubblico ministero Marco Rota.

Sull’esito autoptico c’è da attendere, ma le denunce scattate nei confronti dei tre sanitari scaturiscono dai tempi di attesa di alcuni necessari esami che dovevano essere effettuati al paziente. L’ottantenne che è stato ricoverato al Pronto soccorso, avrebbe dovuto attendere circa un’ora e mezza prima della trasfusione del sangue. Nel frattempo il paziente è deceduto, e la macchina giudiziaria s’è messa in moto troppo velocemente rispetto ai tempi sanitari.