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RAGUSA - 23/01/2008
Cronache - Ragusa - Il giovane ragusano si sarebbe dovuto sposare a breve

Una folla commossa ai funerali
di Fabrizio Dipasquale

Proseguono le indagini sulla dinamica dell’incidente stradale Foto Corrierediragusa.it

Una commossa folla di parenti e amici ha preso parte ieri pomriggio ai funerali del 30enne Fabrizio Dipasquale, celebrati a Ragusa, la città dove risiedeva e dove si sarebbe dovuto sposare a bereve. Invece sempre a Ragusa lo sfortunato giovane ha trovato la morte, in quel maledetto incrocio tra le vie Fanfulla da Lodi e San Giovanni Gonzaga.

L´investitore, che era fuggito, si era costiuito martedì sera. Si tratta di un 31enne ragusano che, mentre viaggiva a bordo della sua "Opel Corsa", aveva messo sotto lo scooterista.

G.G., queste le iniziali, aveva sgommato via invece di prestare soccorso allo sfortunato centauro. Ma il pirata della strada aveva lasciato sul luogo dell´incidente la targa della propria auto, staccatasi dopo il violento urto. Forse proprio perchè consapevole di questo indizio che lo avrebbe inchiodato comunque alle proprie responsabilità, il giovane aveva poi deciso di costituirsi, presentandosi dalle forze dell´ordine accompagnato dal proprio avvocato. L´investitore aveva abbandonato l´utilitaria poco lontano da casa sua.

Il mezzo è stato peraltro sequestrato in quanto G.G. si è rifiutato di sottoporsi ai test per accertare se, al momento dell´incidente, fosse ubriaco o sotto l´effetto di sostanze stupefacenti. G.G.,multato per migliaia di euro, è stato altresì denunciato per omicidio colposo e omissione di soccorso. Il 31enne pirata della strada avrebbe rilasciato dichiarazioni spontanee per spiegare la sua versione dei fatti sulla dinamica dell´incidente costato la vita al giovane ragusano.

Fabrizio Dipasquale era stato travolto al semaforo, sbalzato via dal suo scooter 125 dall´auto condotta da G.G, subito fuggito via.

Alla base dell’incidente mortale, a quanto pare, una mancata precedenza. Stando a quanto riferito dai testimoni, il giovane scooterista aveva accelerato non appena era scattato il verde al semaforo. Ma l’auto che si sarebbe dovuta fermare al rosso aveva tirato dritto, travolgendo in pieno il 30enne e proseguendo per la sua strada.