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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 738
RAGUSA - 25/06/2011
Cronache - Operazione di controllo della polizia provinciale mentre la caccia è chiusa

Abbattono 91 conigli a Chiaramonte. Arrestati 3 bracconieri

Si tratta di Santo e Francesco Oglialoro di 61 e 31 anni, originari di Ramacca e di Rosario Renna, di 42 anni, originario di Grammichele
Foto CorrierediRagusa.it

Nonostante la stagione venatoria sia ancora chiusa avevano abbattuto 91 conigli e rubato decine e decine di pesche. Sono finiti nelle maglie della Polizia Provinciale tre cacciatori della provincia di Catania, sorpresi alla prime luci dell’alba da una pattuglia del nucleo venatorio in territorio di Chiaramonte Gulfi.

Colti in flagranza di reato a bordo di una Fiat Punto i tre bracconieri sono stati tratti in arresto, a disposizione del pm di turno della Procura della Repubblica di Ragusa Claudia Maone. Si tratta di Santo e Francesco Oglialoro di 61 e 31 anni, originari di Ramacca e di Rosario Renna, di 42 anni, originario di Grammichele.

Oltre ai 91 conigli e alle pesche nella loro auto sono state rinvenute un coltello e l’asta poggiamano di un fucile tipo doppietta con matricola abrasa, nonché un faro con batteria. Gli agenti della polizia provinciale oltre alla selvaggina e alle pesche hanno sequestrato anche l’auto perché risultata priva di copertura assicurativa.

Ai tre cacciatori oltre al porto di parte di arma con matricola abrasa, sono state contestate le ipotesi dei reati di furto venatorio (la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato) e ricettazione.
Da alcuni giorni (con appositi servizi notturni) gli uomini del Nucleo di Vigilanza Venatoria su disposizione del comandante della Polizia Provinciale Raffaele Falconieri avevano avviato un’intensa attività di controllo nella lotta al bracconaggio dell’area compresa tra i comuni di Acate e Chiaramonte Gulfi.

L’ingente quantità di conigli abbattuti conferma l’alto scempio faunistico compiuto e motiva il numero di agenti impegnato in quest’attività finalizzata a contrastare e reprimere quanto più possibile ogni ipotesi di illecito venatorio ed ambientale.

Nella foto la selvaggina sequestrata dalla polizia provinciale