Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 817
RAGUSA - 05/06/2011
Cronache - Esposto della Cgil alla procura e alla Digos

Schiaffone di un sindacalista a un lavoratore: è denuncia

Sarebbe stato un esponenente dell’Ugl a colpire in faccia un operatore ecologico della ditta Busso

Quando un sindacalista molla un sonoro ceffone a un lavoratore, spedendolo in ospedale. E’ accaduto stamani a Ragusa, nell’ambito di un’assemblea dei degli operatori ecologici della ditta Busso, che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nel capoluogo.

L’episodio è stato oggetto di denuncia da parte della Cgil alla procura, alla Digos, al prefetto e al sindaco di Ragusa. L’assemblea era stata organizzata dall’Ugl, il cui responsabile aziendale Michele Laurino, si sarebbe ad un certo punto scagliato sul lavoratore, schiaffeggiandolo. L’episodio è stato oggetto di denuncia da parte della funzione pubblica Cgil, che, in una nota, cita testualmente i fatti.

Stando al documento della Cgil, nell’ambito dell’assemblea sindacale convocata dall’Ugl gli animi si sarebbero surriscaldati al punto che lo stesso Laurino, alla presenza del segretario provinciale di categoria Eugenio Palermo e di altri lavoratori, avrebbe colpito con un violento schiaffo al viso l’operatore ecologico Gianfranco Lo Presti, procurandoli un pesante trauma.

«Solo grazie all’intervento di un medico – dichiara il segretario provinciale della Cgil Giovanni Lattuca – che si trovava nel cantiere per visitare i lavoratori neo assunti, sono state evitate conseguenze peggiori. Dopo le prime cure – prosegue Lattuca – il netturbino è stato condotto in ospedale per accertamenti. Condanniamo con decisione simili, incresciosi episodi – conclude il sindacalista – esprimendo solidarietà al lavoratore colpito perché non è possibile consentire a taluni soggetti di esercitare l’azione sindacale non per difendere i diritti dei lavoratori, ma a percuoterli con violenza».