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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 564
RAGUSA - 20/05/2011
Cronache - Emergono nuovi particolari sul natante con immigrati a bordo arenatosi vicino la costa

Sbarco Casuzze, presi 3 egiziani che hanno tentato di speronare la Gdf

Fermati tre extracomunitari responsabili dello sbarco di 46 clandestini di nazionalità egiziana avvenuto il 20 maggio: associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina Foto Corrierediragusa.it

Arrestati i presunti scafisti dello sbarco di 46 immigrati avvenuto sulla costa di Casuzze la notte tra il 19 e il 20 maggio. Mhammed Daouet Rachid Ali, egiziana di anni 26; Ahmed Muhammar, egiziano di anni 38; Abu Zed Ateya, egiziano di anni 25, sono stati posti in stato di fermo di indiziato di delitto a conclusione delle indagini congiunte compiute da Questura, Guardia di finanza e Carabinieri (nella foto da sinistra il colonnello della Finanza Francesco Fallica, il questore Filippo Barboso e il colonnelo dei Carabinieri Nicodemo Macrì).

Il primo dei 3 egiziani era stato già arrestato a Siracusa nel 2009 per favoreggiamento dell´immigrazione clandestina. Il terzetto oltre ad avere organizzato il viaggio in tutti i particolari, s´è reso protagonista del grave tentativo di speronare la motovedetta della Guardia di finanza.

Il dirigente della Squadra mobile di Ragusa, Francesco Marino, ha fornito particolari nuovi inerenti allo sbarco e poi alla cattura dei 3 presunti registi dello sbarco clandestino. L’intercettazione del barcone è avvenuto al largo di Capo Scalambri. Il natante, che navigava verso la costa ragusana, alla vista dall’unità navale della Guardia di finanza ha cercato di fuggire per evitare il tentativo di abbordaggio.

Inoltre dal motopesca venivano lanciati contro la nave Italiana vari oggetti e cime: ci sono stati anche tentativi di speronare il guardiacoste della Finanza. Il natante con gli immigrati a causa del basso fondale, alle 3 circa si è arenato in località «Casuzze» (Santa Croce Camerina) terminando la navigazione.

Numerosi stranieri hanno di allontanarsi buttandosi in acqua, ma sono stati bloccati a terra da pattuglie delle forze dell’ordine nel frattempo fatte confluire in zona. Il motopesca con a bordo 46 extracomunitari è stato trainato a Pozzallo e i clandestini sistemati presso il centro di prima accoglienza ubicato nell’aria doganale per essere sottoposto all’identificazione e alla fotosegnalazione.

I 3 egiziani fermati si trovano adesso presso le Case circondariali di Ragusa e Modica a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modica Alessia La Placa, con il coordinamento del procuratore capo Francesco Puleio.

Migranti pagano mille 500 euro a testa per il viaggio
di Calogero Castaldo

Ritorna l’emergenza sbarchi sulle coste ragusane. Sono stati 50 gli immigrati, sedicenti egiziani e palestinesi, ad essere intercettati dalla motovedetta della Guardia di Finanza di Pozzallo, a pochi metri dalla battigia, al largo della frazione di Casuzze.

Una carretta del mare di 15 metri circa dove sono state rinvenute anche delle reti da pescatore. Dei 50, una ventina, volendo eludere i controlli delle forze dell’ordine, è scesa anticipatamente dalla barca tuffandosi nell’acqua gelata, nello specchio d’acqua antistante la frazione. Il personale della Polizia di Stato, i militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, però, erano già giunti sulla spiaggia e tutti i migranti sono stati bloccati. Erano le ore tre della notte scorsa. Tutto si è svolto in pochi minuti. Importante è stato anche l’ausilio dei militari della Capitaneria di porto, i quali hanno contribuito alle operazioni di trasbordo dei migranti verso il centro di prima accoglienza del porto.

Dei 50 immigrati, di età compresa fra i 16 e i 35 anni, tre, per problemi di ipotermia e disidratazione, hanno dovuto far riscorso alle cure dei medici dell’ospedale di Modica. Tra i 50 figurano certamente i componenti dell’equipaggio.

Ieri pomeriggio, i militari hanno interrogato gli immigrati. Tutti hanno dichiarato di aver pagato una cifra oscillante tra i mille e i mille 500 euro per «ritrovarsi», alla fine, dentro l’immobile della dogana nel porto di Pozzallo. Alcuni hanno dichiarato che non era la prima traversata e che già in passato avevano fatto esperienze simili, solcando le acque del Mediterraneo. Altri riferiscono che, nonostante in Italia si parli meno sui mass-media di guerre civili e bombardamenti nelle zone del nord-Africa, c’è una buona presenza di persone che attendono il loro turno per tornare (e ritonare, in alcuni casi) sulle coste iblee a causa dei conflitti interni alle loro nazioni.

Rifocillati e schedati, i migranti adesso aspettano di poter uscire dal centro, così come riescono a fare gli altri migranti, alcuni fermi a Pozzallo da circa un mese, per andarsene dal centro di prima accoglienza.

Ieri, la situazione era alquanto anomala. Alcuni migranti potevano transitare liberamente per le vie della città rivierasca, altri non potevano uscire dall’ex dogana in attesa di un interrogatorio dei funzionari dell’ufficio immigrazioni della Questura di Ragusa e dei militari in forza al centro. In mattinata, saranno ancora in atto le procedure di identificazione e foto segnalamento degli stranieri, mentre sono ancora in corso ulteriori servizi di perlustrazione nell’area dello sbarco per eventuali ed ulteriori rintracci di extracomunitari.

Intanto, regna la confusione anche fra i cittadini. Alcuni migranti, intravisti da alcuni passanti sulla strada provinciale che da Pozzallo porta alla frazione di Ispica, Santa Maria del Focallo, sono stati segnalati alle forze dell’ordine, ieri mattina. Da controlli effettuati, si trattava di alcuni migranti che regolarmente sostano all’interno dell´ex Dogana, così come da documento esposto alle forze dell’ordine. L’unica loro colpa, se di colpa si può parlare, è stata quella di trovarsi sulla strada sbagliata, nel momento sbagliato.

Chi, invece, avrà il suo bel da fare, nel corso del fine settimana, sarà la Questura di Ragusa, intenzionata a «liberarsi» al più presto della grossa mole di migranti insita all’interno del Centro. Sono 230 (la stima è per difetto) le persone che attendono di essere trasferite, a fronte di una capienza massima della struttura di 180. I minori, per primi, saranno trasferiti in giornata, presso strutture idonee, a Vittoria e a Modica. Per gli altri, un’attesa che dura, in alcuni casi, da più di venti giorni. Basterà incrociare le dita per scongiurare l’arrivo di altri migranti, e conseguente ingolfamento del centro di prima accoglienza? I pescatori prevedono mare calmo anche per i prossimi giorni…