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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 426
RAGUSA - 10/05/2011
Cronache - Con la collezione recuperata dalla Finanza ci si potrebbe ricostruire la storia d’Italia

Un "tesoretto" di monete antiche. Nei guai tombarolo e collezionista

Dopo un mese di pedinamenti, i responsabili colti in flagranza mentre si scambiavano soldi e monete
Foto CorrierediRagusa.it

Ci si potrebbe ricostruire la storia d’Italia dal 1860 ad oggi con la prestigiosa collezione di monete antiche, alcune delle quali rarissime, rivenuta dalla guardia di finanza nelle abitazioni di un collezionista di Niscemi da anni residente a Vittoria e in quella di un tombarolo di Acate, entrambi incensurati. Monete cubane, spagnole, americane, dal 16mo secolo in poi, compresi gli anni della grande guerra.

E poi ancora monete greche, bizantine, romane e di epoca medievale. C’erano anche due introvabili tornesi del Regno delle due Sicilie. Pezzi di altissimo valore commerciale, quotate migliaia di euro nel mercato nero che fiorisce soprattutto in internet.

Ma, come ha tenuto a precisare dal comandante provinciale della Guardia di finanza Francesco Fallica, le monete ritrovate sono inestimabili dal punto di vista del valore storico e numismatico. Il collezionista e il tombarolo, rispettivamente B.G. di Niscemi e G.S. di Acate, sono stati denunciati per traffico illecito di beni archeologici, essendo le monete di interesse culturale complessivo, come valutato dalla Cassazione con una recente sentenza del marzo 2011.

Alcune delle monete provengono da compravendite effettuate in rete, mentre la maggior parte di esse veniva trafugata dall’abile tombarolo nelle aree più antiche del territorio ibleo, in particolare nella zona archeologica di Camarina e a Porto Ulisse. Il collezionista e il tombarolo s’incontravano in posti diversi per gli scambi, e i finanzieri, che ne seguivano i movimenti, li hanno colti in flagranza.

Adesso si punta all’acquisizione della collezione di monete al patrimonio dello Stato. L’operazione delle Fiamme gialle è il seguito del «Vero falso» scoperto al museo di Kamarina. Oltre alla Guardia di finanza, collabora all’indagine anche la Sovrintendenza di Ragusa. La perizia tecnica è stata affidata al dott. Saverio Scerra. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Claudia Maone.

Dopo l’operazione «Vero falso» le attenzioni della Finanza sono cadute su diversi tombaroli della zona. In particolare nei confronti del niscemese che entrava spesso in contatto con il collezionista acatese. I pedinamenti dei finanzieri hanno portato a cogliere in flagranza entrambi i soggetti dentro l’associazione culturale di Vittoria. I due sono stati denunciati a piede libero.

Nella foto la collezione di monete nell´ambito della conferenza stampa di illustrazione dell´operazione da parte del comandante provinciale delle Fiamme gialle Francesco Fallica. TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA


Historia magistra vitae
21/05/2014 | 16.51.30
Carnesala

Incredibile: nell´articolo sono citate perfino monete napoleoniche e borboniche del quarto e quito secolo. Sono pezzi rarissimi. Speriamo vengano esposti al più presto, magari accanto al famoso crocifisso ligneo del III secolo A.C.