Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 474
RAGUSA - 06/05/2011
Cronache - Chiusa l’operazione Flashover per il rogo che causò danni per cento mila euro nella scuola

Presi i 2 piromani della scuola: "Lo abbiamo fatto per noia"

"Non avevamo nulla da fare" hanno dichiarato agli agenti che li hanno inchiodati alle loro responsabilità
Foto CorrierediRagusa.it

Un gioco da ragazzi dettato dalla noia e costato 100 mila euro, una settimana di chiusura della scuola e tanto panico. L’identificazione dei presunti responsabili dell’incendio appiccato ai locali della scuola media «Quasimodo» (nella foto) il 19 febbraio scorso, al di là della brillante azione investigativa, lascia molto da pensare sulla condizione giovanile e sulla crescita.

Sono infatti un ragazzo di 17 anni ed un 14enne i responsabili dell’azione dolosa che portò alla distruzione dei locali del primo piano, di suppellettili e dispositivi di sicurezza. «Lo abbiamo fatto per gioco, non ho niente da fare» hanno risposto i due ragazzi ai funzionari della Digos che hanno condotto l’indagine. Il 17enne conosceva bene i locali della Quasimodo perché l’aveva a suo tempo frequentata ed il 14enne risulta ancora iscritto a scuola; i due erano dunque di casa nei locali dell’edificio tanto da sapere come entrare senza colpo ferire utilizzando la scala antincendio.

Il diciassettenne è stato arrestato ed affidato ad una comunità secondo quanto disposto dal Gip presso il tribunale di Ragusa mentre il suo compagno non è penalmente perseguibile essendo ancora troppo giovane. La Digos si è avvalsa del lavoro della polizia scientifica subito dopo che le fiamme furono spente da parte dei Vigili del fuoco che riuscirono a limitare i danni. I rilievi sono stati il punto di partenza per la polizia che ha cominciato a restringere il campo a quanti frequentano o conoscono la scuola. Poi l’identificazione dei due giovani amici che peraltro sono seguiti da tempo dall’ equipe socio psicopedagogica.

L’operazione Flashover si è dunque chiusa anche se ancora qualche dettaglio deve essere chiarito. Resta l’amarezza e la rabbia sia all’interno che all’esterno della comunità scolastica e molti interrogativi sui modelli di vita dei giovani restano aperti e senza risposta.