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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 913
RAGUSA - 18/04/2011
Cronache - Ragusa: atto di bullismo sfociato in estorsione in un istituto del capoluogo

Tunisino chiede 10 euro a studente e lo picchia a scuola

Il giovane studente preso di mira durante la ricreazione si è rifiutato di consegnare il denaro richiesto ed è stato malmenato in maniera pesante, tanto da ricorrere alle cure sanitarie

Quando il bullismo nelle scuole sfocia in un vero e proprio reato: estorsione. Un tunisino di 17 anni da tempo residente a Ragusa ha tentato di estorcere con la forza denaro ad uno studente minorenne di un istituto scolastico di Ragusa, che, al rifiuto, è stato malmenato in maniera pesante.

Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile. Gli agenti dopo aver convinto la vittima a raccontare la terribile esperienza, hanno individuato il tunisino il quale, dinanzi alle domande degli inquirenti non ha potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità. Il tunisino si era intrufolato nell’istituto scolastico durante la ricreazione e, approfittando della confusione, ha avvicinato il giovane preso di mira, minacciandolo e malmenandolo al riparo da sguardi indiscreti.

Pare che il tunisino fosse accompagnato da altri quattro giovani che non hanno comunque partecipato all’aggressione dello studene. La vittima ha poi dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso, dopo le sommarie spiegazioni fornite ai docenti e ai compagni di classe sulle ferite al volto. Spiegazione che avevano convinto poco, anche alla luce della manifesta paura di ritorsioni mostrata dalla vittima, che si è poi confidata con i familiari.

In base alle prove raccolte dai poliziotti, il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei minori di Catania ha emesso una ordinanza di custodia cautelare a carico del minorenne, condotto in una comunità specializzata di recupero, su disposizione del centro regionale per la giustizia minorile di Palermo. La polizia esorta quanti abbiano subito ritorsioni del genere a farsi avanti per denunciare l’accaduto, al fine di punire i responsabili di simili reati, come accaduto per il tunisino minorenne.