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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 472
RAGUSA - 21/02/2011
Cronache - Ragusa: la persona denunciata per truffa dalla Guardia di finanza ha scritto al Corriere.it

Il bancario denunciato: "Non sono truffatore ma vittima"

M.S. scagiona la moglie, ammette l’errore di non avere informato i suoi clienti di tutto quello che stava succedendo
Foto CorrierediRagusa.it

Il presunto truffatore di alcuni risparmiatori, M.S., che nei giorni scorsi è finito su tutti i giornali a seguito della denuncia della Guardia di finanza, si ritiene vittima e non un truffatore. Ci ha inviato una lunga lettera con la quale spiega la sua versione dei fatti nella speranza che venga pubblicata. Abbiamo deciso di pubblicarla integralmente perché ognuno possa fare la valutazione che vuole sui fatti raccontati dall´interessato.

«Desidero con la presente- scrive M.S.- fare alcune importanti precisazioni riguardanti i fatti che mi vedono coinvolto nella vicenda. Faccio una breve premessa. Per quasi 30 anni ho lavorato nel settore finanziario. Grazie alla mia professionalità e alla mia specchiata onestà mi sono guadagnato, negli anni, la stima e la fiducia di tanti risparmiatori, raggiungendo l´apice del mio successo tra il 2003-2004 quando gestivo quasi 100 milioni di euro e quando i miei guadagni superavano i 15.000 euro al mese.

Dopo il 2004 non sono improvvisamente impazzito, come si vuol far credere, mettendo in atto tutto ciò che si legge sui giornali. La verità dei fatti è completamente diversa. A partire dal 2004 a causa della crisi finanziaria mondiale molti dei miei clienti, specialmente quelli maggiormente esposti nei mercati azionari, stavano subendo delle forti perdite, fino al 40% del capitale investito.

Fu in quel periodo che, consigliato da un mio collega, cominciai ad operare, all´insaputa dei miei clienti, con una Fiduciaria svizzera, con sede a Roveredo (CH) per cercare di recuperare lentamente ciò che si era perso. Perché non s’è fatto alcun cenno di questo fatto?

Tutte le transazioni che effettuavo con la Fiduciaria dovevano essere effettuate esclusivamente in contanti. Non potevo utilizzare il mio conto corrente in quanto sapevo che era oggetto di controlli da parte della banca per la quale lavoravo, motivo per il quale ho utilizzato un conto corrente intestato a mia moglie di cui avevo la procura. Puntualizzo che mia moglie era all´´oscuro di tutti i movimenti di quel conto che veniva gestito totalmente dal sottoscritto e quindi mia moglie è completamente estranea a tutta la mia vicenda, l´unica sua colpa è quella di essersi fidata ciecamente di suo marito, come normalmente avviene in un rapporto tra marito e moglie.

Cosa c´entrano i vari casinò in tutta questa vicenda? Al fine di non dare nell´occhio, quasi tutti gli assegni del suddetto conto li negoziavo nei vari casinò, dove mi recavo sempre da solo e a mie spese, esclusivamente per effettuare tale operazione, preciso che nessuno era a conoscenza di questo fatto, tantomeno mia moglie.

Se qualche fine settimana sono andato con mia moglie in qualche casinò credo che non ci sia nulla di strano, lo fanno milioni di persone. Con riferimento all´assegno di 50.000 euro preciso quanto segue. Prima cosa non stavo andando in Svizzera come è stato scritto anche nel verbale redatto, ma rientravo, quindi non stavo esportando valuta all´estero come si è voluto far credere.

Seconda cosa l´assegno di cui io personalmente, in precedenza, avevo chiesto l’annullamento alla banca, era stato dimenticato all´interno del mio porta patente e sono stato io con le mie mani a consegnarlo ai doganieri. Quell´assegno inoltre valeva meno di un pezzo di carta straccia in quanto non era assolutamente negoziabile in quanto privo di copertura come si potrebbe evincere da un semplice controllo del cc sul quale era stato tratto.

Quell’assegno, così come recita il R.D. 21/1/1933 n.1736, all´´art.2, comma 1 non era valido in quanto privo dei requisiti necessari (luogo e data di emissione). Nonostante quanto sopra viene redatto un verbale nel quale si legge che mi era stato rinvenuto del contanti pari all´´importo dell´´assegno. Il mio interesse successivo è stato quello di far dissequestrare l´assegno, non tanto per riappropriarmene, bensì per far sboccare il relativo importo dal conto del mio cliente che a seguito di questo ingiusto provvedimento aveva un saldo negativo di 50.000 sul proprio cc (a riprova che l´assegno non poteva assolutamente essere negoziabile).

Questa assurda vicenda ha avuto come effetto immediato il mio ingiusto licenziamento dalla banca per la quale lavoravo. A seguito del mio licenziamento mi sono immediatamente attivato per sistemare i conti dei miei clienti chiedendo alla Fiduciaria il rimborso di tutte le somme che avevo depositato. Qui comincia il vero dramma, scopro che la fiduciaria era da anni in liquidazione e mi rendo conto che ero rimasto vittima di una truffa da parte della persona che la rappresentava. Non capisco più niente, la mia prima reazione (sicuramente sbagliata) è stata quella di sparire senza dire niente a nessuno neanche alla mia famiglia.

E’ stato un grosso errore, perché se avessi avuto la forza di raccontare quello che mi era successo sicuramente i miei clienti, nonché amici, avrebbero capito e non si sarebbe sollevato tutto questo polverone. Invece la mia "fuga" ha, giustamente, alimentato tanti sospetti che sono sfociati nelle denunce.

Questa è tutta la verità, qualunque altra cosa che è stata scritta o che verrà scritta è falsa. Spero che rendiate pubblico il contenuto della presente, mi dareste la forza ed il coraggio, che oggi mi continua a mancare, per guardare in faccia i miei clienti/amici e dire loro la realtà dei fatti.

M.S.
Grazie.