Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 423
RAGUSA - 16/02/2011
Cronache - Ragusa: fanno tutti parte del motopeschereccio egiziano fermato a colpi di pistola

Arrestati 3 scafisti dello sbarco con inseguimento e spari in mare forza 5

Il terzetto è stato rinchiuso nel carcere di Ragusa. I finanzieri, a bordo delle unità navali e coadiuvati da aerei di ricognizione, avevano inseguito per parecchie miglia il motopeschereccio
Foto CorrierediRagusa.it

Sono tre, di cui due giovanissimi, gli scafisti egiziani arrestati da polizia, carabinieri e guardia di finanza perché ritenuti responsabili dello sbarco di 95 immigrati tra egiziani, palestinesi, arabi e tunisini. Gli immigrati erano giunti a bordo di un grosso motopeschereccio avvistato dall´aereo della Guardia di finanza dai finanzieri partito da Lampedusa. Uno di loro è stato ferito al braccio da un colpo di rimbalzo sparato a scopo intimidatorio dai finanzieri.

Khamis Mahmed Saied, Naser Kassem e Ahmad Abpuelazd, tutti egiziani di 25, 39 e 33 anni, professione pescatori ma facenti parte di una presunta organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I tre scafisti, che si trovano adesso rinchiusi nel carcere di Ragusa, erano riusciti a nascondersi fra i migranti a bordo del peschereccio al largo di Capo Scalambri durante l’inseguimento in mare da parte dei finanzieri, che hanno sparato in aria e colpito accidentalmente uno di loro. Il giovane è stato dimesso dal "Maggiore" di Modica. Altri 32 immigrati sono stati fermati nelle ultime ore in territorio di Santa Croce Camerina.

Questi clandestini, che hanno pagato circa mille euro a testa, sono tutti ben vestiti, con un livello d’istruzione medio alto, in ottime condizioni di salute e abbastanza curati. In altre parole, non si tratta dei soliti disperati in cerca di fortuna. Molto probabile che si tratti invece di professionisti, ex militari o ex poliziotti fuggiti dai rispettivi paesi, forse perché si sentivano scottare la terra sotto ai piedi, soprattutto dopo la caduta del regime di Mubarak, per quanti sono fuggiti dall’Egitto. Si tratta però solo di supposizioni al vaglio degli investigatori, come confermano il dirigente della Mobile Francesco Marino, il maggiore della Finanza Maurizio Pacetto e il capitano dei Carabinieri Alessandro Loddo.

I clandestini, tutti maschi, tra cui dieci minorenni, uno dei quali ricoverato all’ospedale di Modica per assideramento e poi dimesso, avevano tentato di nascondere le rispettive nazionalità, dichiarando d’essere partiti dall’Iran o dall’Afghanistan. Me le banconote egiziane e i documenti rinvenuti sul motopeschereccio non hanno lasciato dubbi sul fatto che provenissero dall’Egitto.

Mentre i 62 immigrati scoperti l’altra notte tra Marina di Ragusa e Caucana sono stati condotti del centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo, questi ulteriori 32 individuati nelle campagne di Santa Croce Camerina sono stati invece portati nel centro di accoglienza temporanea d’emergenza allestito nella cittadina. Da evidenziare l’ottimo lavoro svolto dai Finanzieri in sinergia con polizia, carabinieri e guardia costiera.
Nella foto in alto da sx Alessandro Loddo, Francesco Marino e Maurizio Pacetto

LA CRONACA DELL´ABBORDAGGIO DEL MOTOPESCHERECCIO
Inseguimento in mare aperto nella notte a tre miglia a sud di Marina di Ragusa tra finanzieri e scafisti, con l´esplosione di diversi colpi d´arma da fuoco, a scopo intimidatorio, e un immigrato ferito al braccio. Il presunto scafista del grosso motopeschereccio di ferro, lungo 30 metri e battente bandiera egiziana, che aveva portato sulle coste iblee un carico umano di 31 clandestini, mentre altri 32 erano ancora a bordo, è stato fermato dalla guardia di finanza di Messina, Trapani e Ragusa con un colpo di pistola al braccio.

Il giovane scafista, vedendosi braccato, aveva dato di matto, urlando e spingendo i motori al massimo, nel tentativo di speronare le unità navali dei finanzieri per raggiungere le acque internazionali. Alla fine si è dovuto arrendere. E’ il dato saliente dell’ennesimo viaggio della speranza, stavolta lungo l’asse Egitto – Sicilia. I finanzieri, a bordo delle unità navali e coadiuvati da aerei di ricognizione, nonché da Polizia, Carabinieri e militari della Guardia costiera, hanno inseguito per parecchie miglia il motopeschereccio, tra Marina di Ragusa e Capo Scalambri, sparando parecchi colpi di pistola in aria per indurre lo scafista a fermarsi. Quest’ultimo aveva invece accelerato, costringendo i finanzieri ad affiancare il motopeschereccio per colpire al braccio destro l’immigrato che lo guidava, e completare l’abbordaggio. Gli altri 62 immigrati, tutti sedicenti egiziani, tunisini e palestinesi, sono invece stati trasferiti nel centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo. Tra loro, tutti maschi di giovane età, ci sono anche tre minorenni tra i 15 e i 17 anni.

Tornando all’abbordaggio del grosso motopeschereccio, gli scafisti avevano fermato la nave madre a poche miglia dalla costa di Caucana, dalla quale partiva una piccola barca che faceva la spola tra il motopeschereccio e la terraferma per far approdare i clandestini. 31 di loro erano già riusciti a guadagnare la riva e a disperdersi per le campagne di Santa Croce Camerina, ma sono stati tutti fermati dai finanzieri, coadiuvati dai militari della capitaneria di porto di Pozzallo. Altri 32 immigrati, compreso il presunto scafista ferito, erano ancora sul motopeschereccio.

Controlli sono in corso in queste ore per accertare la eventuale presenza di altri scafisti. I particolari dell’operazione sono stati resi noti in procura a Modica dal procuratore Francesco Puleio, dal questore Filippo Barboso, dal comandante provinciale dei carabinieri Nicodemo Macri e dal suo omologo della guardia di finanza Francesco Fallica. Il peschereccio era già stato segnalato alle autorità italiane come sospetto dalle autorità egiziane, in quanto proprio in Egitto l’imbarcazione era stata individuata tempo fa nell’ambito di un grosso giro di immigrazione clandestina.

Il motopeschereccio fu sequestrato. Qualche mese dopo il dissequestro, l’imbarcazione era di nuovo finita in mano ad un non meglio specificato gruppo di egiziani, che l’aveva di nuovo utilizzata per i viaggi della speranza. Il presunto scafista teneva parecchio al motopeschereccio e, per rischiarlo il meno possibile, non si era spinto troppo vicino alla terraferma, utilizzando invece una barca per fare la spola tra la nave madre e la costa iblea, in un punto poco distante da Capo Scalambri.

Intanto i volontari della Protezione Civile assistono a Pozzallo gli immigrati con pasti caldi e coperte. Le cure mediche sono invece assicurate dall’Asp 7, che sta lavorando in sinergia con la Prefettura. Sono attivi gli ospedali di Ragusa, Modica, Scicli, Vittoria e Comiso per le emergenze e non solo. La situazione è tenuta sotto controllo dalle forze dell’ordine e al momento non si sono registrati problemi di sorta.