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RAGUSA - 08/02/2011
Cronache - Ragusa: un altro caso di contraffazione di pomodoro

Ciliegino "made in Tunisi", foggiano denunciato per frode

La Guardia di finanza, dopo il caso del mese di settembre, ha scovato un pugliese che ha rivenduto 9 tonnellate di pomodorino tunisino per italiano
Foto CorrierediRagusa.it

Il ciliegino (foto di repertorio) è ancora nella tempesta. La Guardia di finanza rialza l´attenzione scoprendo un altro caso di contraffazione. Pomodoro coltivato in Tunisia e lavorato in Italia. E´ frode commerciale. Un foggiano, M.M. di 48 anni, è stato denunciato all’autorità giudiziaria. Consapevole dell’origine tunisina dei prodotti acquistati da una ditta di Vittoria, ha rivenduto oltre 9 tonnellate di pomodorini, indicando fraudolentemente l’origine italiana degli stessi. Le suddette cessioni sono state effettuate ad imprese della provincia di Foggia, Bari, Bergamo e Bologna.

Le indagini contro la frode alimentare e commerciale partono da lontano. A settembre dello scorso anno i finanzieri avevano scoperto una gigantesca operazione di contraffazione di pomodorini provenienti dalla Tunisia e spacciati per prodotto siciliano. In quell’occasione erano stati denunciati tre imprenditori vittoriesi, responsabili di aver immesso nel mercato, come prodotto italiano, pomodorini di origine tunisina per oltre 18 tonnellate.

Gli ulteriori sviluppi investigativi, condotti anche al di fuori della Sicilia, hanno portato, adesso, alla denuncia di un altro imprenditore della provincia di Foggia, operante nel commercio all’ingrosso di frutta ed ortaggi freschi.

Tale merce veniva venduta, scortata da documenti di trasporto che non recavano alcuna indicazione circa la provenienza e l’origine dei prodotti ortofrutticoli oggetto della cessione. Tale «omissione» nei confronti dei cessionari generava la falsa convinzione negli acquirenti di acquistare prodotti italiani.