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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 657
RAGUSA - 03/02/2011
Cronache - Ragusa: conclusi gli interrogatori in carcere

Operazione "Rewind", scena muta indagati dinanzi al gip

L’operazione antidroga si è conclusa con complessivi 35 arresti e 98 denunce e ha interessato, oltre al territorio ibleo, anche quello di Catania
Foto CorrierediRagusa.it

Parecchie delle 16 persone arrestate nell’operazione antidroga «Rewind» si sono avvalse della facoltà di non rispondere dinanzi al gip nel corso degli interrogatori di garanzia in carcere. Altri si sono dichiarati innocenti, respingendo ogni addebito. E’ il caso di Vincenzo Mangiagli, che ha dichiarato d’aver assunto sostanze stupefacenti per un breve periodo, ma di non aver mai spacciato.

Per Giuliano Guastella è stata invece presentata dall’avvocato Michele Sbezzi una eccezione, in quanto all’epoca delle indagini della polizia, a partire dal 2006, il giovane era minorenne. Gli atti sono stati quindi inviati alla procura della repubblica del tribunale dei minori di Catania, che si sarebbe dovuto occupare del caso. Gli avvocati si sono riservati di presentare istanza di remissione in libertà al riesame di Catania. L’operazione antidroga si è conclusa con complessivi 35 arresti e 98 denunce e ha interessato, oltre al territorio ibleo, anche quello di Catania.

Sarebbe stata accertata l’esistenza di consistenti flussi di droga lungo l’asse Napoli, Palermo e Catania per rifornire la provincia di Ragusa, per un giro d’affari di decine di migliaia di euro a settimana. Lo spaccio di droga di vario tipo, da quella sintetica a quella pesante, si svolgeva nelle piazze, nei locali pubblici e nei pressi delle scuole, confermando come gli assuntori siano sempre più giovani.

I DETTAGLI DELL´OPERAZIONE "REWIND"
Fiumi di droga lungo l’asse Napoli, Palermo e Catania per rifornire la provincia di Ragusa, per un giro d’affari di decine di migliaia di euro a settimana. Non solo il versante ipparino, già noto per fenomeni di spaccio ad ampio raggio gestiti ai tempi d’oro dai clan vittoriesi, ma quella parte della provincia iblea finora interessata solo in maniera marginale da questo fenomeno. L’operazione «Rewind», conclusasi con 35 arresti e 98 denunce, segna un punto di svolta e conferma come lo spaccio di droga di vario tipo, da quella sintetica a quella pesante, interessasse in particolar modo la Ragusa bene.

Dalla capillare attività di spaccio di cocaina e hashish, ma anche ecstasy e lsd, non venivano risparmiate neppure le scuole, confermando come gli assuntori siano sempre più giovani. Si spacciava anche nelle piazze, lungo il litorale, nelle sale giochi, all’oscuro dei gestori, nelle discoteche, nei bar e in case prese appositamente in locazione dagli abili pusher, per non dare nell’occhio. Le indagini sono scaturite dalle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, un tunisino arrestato qualche anno fa sempre per droga. Dalle informazioni dal 2006 in poi che il tunisino ha reso agli investigatori ha preso il nome l’operazione, «Rewind», letteralmente riavvolgimento», che ha consentito di sgominare un gruppo criminale a Ragusa, capitanato da Giulio Tumino, finito in manette assieme ad altre 15 persone.

Si tratta di Rosario Gulino, Salvatore Attardi, Francesca Chillano, Giorgio Firrincieli e Giuliano Guastella. Tutti componenti del gruppo principale che si avvaleva anche degli altri sette soggetti ammanettati nella notte: Alessandro Terranova, Alessio De Martinis, l’immigrato Mehdi Antri, Marcello Prati, Fabio Bellio, Bartolomeo Trovato e Antonio Russino. Tutti nomi già noti per reati di droga. Il gruppo di Ragusa si appoggiava ai sodalizi criminali di Acireale e Motta Sant’Anastasia, capitanato da Vincenzo Urso, e Misterbianco, guidato da Maurizio Mascali. Proprio nel versante catanese lo spaccio era rivolto ai locali d’elite, in primi le discoteche più frequentate e di moda.

Ma l’ombra lunga dell’organizzazione criminale, partendo dal ragusano e dal catanese attraverso le sue tre ramificazioni principali, si estendeva fino a Siracusa, Agrigento e Palermo, e poi ancora Reggio Emilia, Parma, Prato, Milano e Napoli, dove i trafficanti si rifornivano. Una rete messa a punto con centinaia di pusher, 98 dei quali denunciati alla Direzione distrettuale antimafia di Catania, che ha coordinato assieme alla Procura di Ragusa le indagini scattate nel 2006 e condotte dalla Squadra mobile attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e pedinamenti. Le indagini proseguono per individuare le quattro persone riuscite a sfuggire all’arresto. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono difatti 39, di cui 35 eseguite.

Nella foto in alto, i 35 arrestati