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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 682
RAGUSA - 29/01/2011
Cronache - Ragusa: per la mancata emissione dello scontrino fiscale

La Finanza chiude 13 negozi in provincia

Nell’ultimo anno, le fiamme gialle hanno effettuato circa seimila controlli con l’obiettivo di prevenire le evasioni di massa

La ripetuta mancata emissione dello scontrino fiscale è stata pagata a caro prezzo da tredici esercizi commerciali della nostra provincia. La Guardia di finanza ha notificato loro il provvedimento di chiusura emessi dalla direzione regionale dell´Agenzia delle entrate, dopo aver ricevuto le segnalazioni da parte della Finanza. Perché scatti il provvedimento di chiusura, è necessario che l´impresa commerciale ometta di staccare lo scontrino fiscale più volte in un periodo di cinque anni.

Nell´ultimo anno, le fiamme gialle hanno effettuato circa seimila controlli con l´obiettivo di prevenire le evasioni di massa. Anche nel corso di quest´anno, i servizi di verifica saranno ripetuti e rinforzati con l´obiettivo di contrastare i più riottosi e di convincere tutti gli operatori commerciali a rispettare la norma su scontrini e ricevute fiscali.

I provvedimenti di chiusura hanno riguardato diversi comuni della provincia. A Santa Croce, ad un alimentari sono stati imposti sette giorni di chiusura; a Giarratana, colpito un bar (tre giorni di stop); a Chiaramonte, un negozio di abbigliamento (tre giorni); a Pozzallo, un ambulante di abbigliamento (tre giorni) e un´impresa di soccorso stradale (tre giorni); a Ispica, un negozio di abbigliamento gestito da cinesi (trenta giorni), mentre ad un altro, sempre condotto da cinesi, è stata imposta la chiusura per tre giorni; a Comiso, tre esercizi di abbigliamento, sempre gestiti da cinesi (15 giorni), un ambulante di abbigliamento (tre giorni) ed un ambulante a posto fisso (quattro giorni); tre gli esercizi di abbigliamento gestiti da cinesi chiusi a Modica (tre giorni), una rosticceria (tre giorni) ed un panificio (tre giorni).

In provincia, fa presente la Guardia di Finanza, «insiste una platea di partite Iva pari a oltre trentamila, tra imprese e lavoratori autonomi, che, operando a diretto contatto con i consumatori finali, possono evadere attraverso comportamenti elementari, quali l´omessa certificazione dei corrispettivi: è la cosiddetta evasione diffusa o di massa». (Gazzetta del Sud)