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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:19 - Lettori online 1583
RAGUSA - 24/01/2011
Cronache - Ragusa: rigettata la richiesta di remissione in libertà per l’ex primario di chiurgia del Civile

Rischio reiterazione fatti: il chirurgo Civello resta a casa

Il gip Claudio Maggioni ha sciolto la riserva, confermando la custodia cautelare domiciliare
Foto CorrierediRagusa.it

Pericolo concreto di reiterazione dei fatti. Con questa motivazione il gip del tribunale di Ragusa Claudio Maggioni ha respinto la richiesta di remissione in libertà del professore Ignazio Massimo Civello (nella foto nell´auto dell´avvocato Michele sbezzi subito dopo l´interrogatorio in tribunale, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA), il noto chirurgo arrestato dai Carabinieri del Nas per truffa ai danni del sistema sanitario nazionale, concussione, falso ideologico e abuso d’ufficio.

L’ex primario del Civile di Ragusa resta quindi ai domiciliari nella sua villa tra Modica e Frigintini. L’avvocato Michele Sbezzi ha inoltrato ricorso al tribunale della libertà di Catania per far riottenere la libertà al suo assistito. L’udienza potrebbe essere fissata venerdì prossimo. E per il tramite del suo avvocato, il professore Civello si è detto negativamente sorpreso dalla decisione del gip, che ha accolto il parere del procuratore Carmelo Petralia.

«Il mio assistito – dichiara l’avvocato Sbezzi – ha preso malissimo il rigetto della richiesta di revoca della misura restrittiva, ritenuta da Civello lesiva della sua dignità di professionista e di persona. Civello – conclude il legale – reputa inammissibile che si possa pensare che, una volta in libertà, possa ricominciare a commettere i reati di cui gli inquirenti lo ritengono responsabile».

Il chirurgo, nell’interrogatorio di garanzia di venerdì scorso, si era dichiarato innocente dinanzi al gip, rigettando tutte le accuse. Molto probabilmente, con la conferma dei domiciliari, il gip ha ritenuto di non rischiare di compromettere le indagini ancora in corso, scongiurando la possibilità che Civello possa a sua volta contattare di persona quelle stesse persone, ovvero i suoi pazienti, che i militari stanno ancora interrogando.

Le denunce finora presentate a carico di Civello sono circa una dozzina, ma i pazienti che il chirurgo ha operato a pagamento, indipendentemente dal fatto che li avesse danneggiati o meno, sono molti di più. E’ chiaro che nella sua abitazione Civello resta isolato dal resto del mondo, non potendo avere contatti con l’esterno neanche per telefono, peraltro sotto controllo.

L´INTERROGATORIO DEL PRIMARIO ALLA PRESENZA DELL´AVVOCATO MICHELE SBEZZI
Ha smontato il castello accusatorio punto per punto, difendendosi dalle accuse con una disamina ben circostanziata, episodi, date, cifre, citando persino decine di testimoni disposti a confermare le sue dichiarazioni. Il professore Ignazio Massimo Civello ha parlato quasi ininterrottamente per oltre due ore nell’interrogatorio dinanzi al gip Claudio Maggioni, svoltosi nell’aula del tribunale di Ragusa, dalle 9.30 alle 11.50, alla presenza del procuratore Carmelo Petralia e dell’avvocato Michele Sbezzi, difensore di fiducia del chirurgo.

Il primario di chirurgia generale del Civile di Ragusa, al momento al regime degli arresti domiciliari nella sua villa di contrada Cinquevie a Modica, era stato arrestato poco meno di due settimane fa dai Carabinieri del Nas per concussione, falso ideologico, abuso d´ufficio e truffa ai danni del sistema sanitario nazionale. Stando alle indagini, il medico oltre a convincere i suoi pazienti a farsi operare privatamente e a pagamento, adducendo lunghe liste di attesa, avrebbe anche eseguito operazioni chirurgiche evitabili, causando danni fisici e psicologici permanenti ad alcuni pazienti.