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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 539
RAGUSA - 07/09/2007
Cronache - Inchiesta della Procura

Provincia: nel mirino delle Fiamme gialle
gestione Aapit e gettoni di presenza

Interrogatori avviati sulla gestione dell’Aapit
e sui gettoni di presenza delle commissioni

Sarebbero due i filoni d’inchiesta della Procura a palazzo di viale del Fante: una relativa alla gestione dell’Aapit (l’azienda autonoma per l’incremento turistico) e l’altra sui gettoni di presenza delle commissioni, per l’esattezza la prima, la quarta e la sesta. Nulla trapela dagli interrogatori portati avanti in questi giorni dalla Guardia di finanza, che sta svolgendo le indagini. In parecchi sarebbero comunque sfilati in caserma per rispondere alle domande delle fiamme gialle.

Di sicuro tutti i componenti Di due delle tre commissioni indagate sono stati sentiti sulla vicenda. Tutto aveva avuto origine dal sequestro, in pieno agosto, della documentazione relativa alla delibera sullo stanziamento dei fondi provinciali per eventi e associazioni. I finanzieri avevano effettuato un blitz negli uffici deserti della sede della Provincia, portandosi via i faldoni. La miccia era stata accesa da uno dei componenti delle commissioni indagate, Gianni Iacono, che aveva inviato una missiva interna in cui rinunciava al gettone di presenza, dal momento che la seduta programmata non si era tenuta.

E proprio su una presunta elargizione indebita dei gettoni starebbero indagando i finanzieri. Corposo anche l’altro filone parallelo, che interesserebbe l’Aapit. In questo caso le indagini sarebbero scaturite dalle polemiche originate dall’approvazione da parte del consiglio provinciale, con la formula del silenzio assenso, del consuntivo. In questo modo, è stato in pratica impossibile appurare come siano stati impiegati i due milioni e 500mila euro pagati dai contribuenti.

Nemmeno i due revisori dei conti nominati dal centro destra avrebbero potuto visionare il documento, sentendosi rispondere da un paio di funzionari che era depositato in rilegatoria. Si attende il libro bianco annunciato da Rifondazione che, dopo aver mantenuto una linea morbida per circa sei anni, ha deciso di rendere nota la sua versione dei fatti. La vicenda è intanto giunta all’attenzione della Corte dei Conti, grazie alla nota inviata dal parlamentare della Margherita Roberto Ammatuna per invocare chiarezza sull’operato del consiglio provinciale e sulla gestione commissariale dell’Aapit, affinché venga accertata l’effettiva applicazione dei necessari controlli.


Bocche cucite da parte degli amministratori e dei componenti delle commissioni sugli interrogatori della Guardia di finanza. Il vice presidente della provincia Girolamo Carpentieri, in passato responsabile dell’Aapit, figurerebbe tra le persone sentite dalle fiamme gialle, anche se l’interessato si è affrettato a precisare di non essere stato convocato in caserma.

L’attuale presidente dell’Aapit Pietro Barrera ha specificato che i finanzieri non avrebbero sequestrato nessun atto nella sede dell’azienda autonoma, essendosi recati solo a palazzo di viale del Fante. Barrera si dice comunque tranquillo visto che le indagini riguarderebbero la precedente gestione dell’Aapit.

Preferisce non commentare nulla il consigliere Marco Nanì, componente della sesta commissione, peraltro non ancora sentita dalla guardia di finanza, che avrebbe già raccolto invece le deposizioni dei componenti della prima e quarta commissione. Gli interrogatori proseguiranno nei prossimi giorni. Nessuno sarebbe ancora stato iscritto nel registro degli indagati.