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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 592
RAGUSA - 12/12/2010
Cronache - Ragusa: il decesso del modicano al "Civile" dopo le complicanze alla "Clinica del Mediterraneo"

Eseguita l´autopsia sul corpo di Antonino Cappello. I funerali mercoledì a Donnalucata

Il quadro clinico dell’uomo di 37 anni si era aggravato nella struttura privata durante le primissime fasi dell’anestesia. L’uomo, che doveva essere sottoposto intervento di tiroidectomia, lascia la moglie e quattro figlie in tenera età
Foto CorrierediRagusa.it

Eseguita l´autopsia sul corpo dello sventurato Antonino Cappello, il modicano morto sabato nella sala Rianimazione del Civile di Ragusa (foto), dove era stato trasportato dopo essere entrato in coma mentre stava per andare sotto anestesia in una sala operatoria della Clinica del Mediterraneo. La salma è stata consegnata ai familiari. E´ stata allestita la camera ardente nella casa di via Bari nei pressi del vecchio mercato ortofrutticolo di Donnalucata. I funerali si svolgeranno mercoledì.

LA CRONACA DELL´ACCADUTO
Fegato e reni. Sono gli organi espiantati ieri dalla salma di Antonino Cappello, il modicano di 37 anni deceduto sabato pomeriggio nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Civile» di Ragusa. Le condizioni cliniche dell’uomo si erano aggravate a causa delle complicanze sorte in fase di anestesia nella struttura privata della «Clinica del Mediterraneo» di via Fieramosca, dove il paziente doveva essere sottoposto venerdì scorso ad un intervento di tiroidectomia.

Dopo il lavoro dei medici della struttura privata per stabilizzare le condizioni cliniche, il paziente era stato trasferito d’urgenza al «Civile», dove i sanitari avevano preso atto del gravissimo quadro clinico-neurologico del paziente, che versava in stato di coma profondo. Poche ore dopo, nel primo pomeriggio di sabato, la morte cerebrale.

La moglie di Antonino Cappello, in un lodevole gesto d’umanità compiuto in un momento di atroce dolore, ha acconsentito all’espianto degli organi. La direzione generale dell’Asp 7 aveva quindi avvisato il Centro regionale per i trapianti. L’equipe specializzata dell’Ismett di Palermo ha quindi prelevato fegato e reni, organi che serviranno a salvare delle vite e il cui espianto non influiscono sugli esiti dell’autopsia sulla salma di Cappello, disposta nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura per far luce sull’accaduto. Al momento non ci sarebbe nessun nome iscritto nel registro degli indagati.

IL DIRETTORE SANITARIO DELLA "CLINICA DEL MEDITERRANEO" PACINI: "ABBIAMO FATTO IL POSSIBILE. SIAMO VICINI AL DOLORE DELLA FAMIGLIA"
In attesa dell’ispezione nella struttura privata disposta dall’assessore regionale Massimo Russo, anche la direzione sanitaria della «Clinica del Mediterraneo» ha avviato ieri un´inchiesta interna. Lo conferma il direttore sanitario Salvatore Pacini, che smentisce le notizie riportate da alcuni organi di stampa secondo cui la struttura è stata interamente sequestrata e dunque chiusa.

«Teniamo a precisare che non è stato disposto alcun sequestro e alcuna chiusura della nostra struttura, che prosegue la sua attività. I sigilli – dichiara Pacini – sono stati apposti soltanto ad una delle tre sale operatorie, dopo l´intervento dei carabinieri del nucleo antisofisticazioni, cui abbiamo consegnato tutta la documentazione richiesta, dichiarandoci disponibili a collaborare con l´autorità giudiziaria e con l´ispettore che sarà inviato dalla Regione.

Precisiamo – prosegue Pacini – che i problemi si sono verificati nella primissima fase dell´anestesia, quando è stata accertata l´impossibilità a procedere con l´intubazione. Dinanzi ad un arresto cardiaco, si è poi proceduto ad eseguire le manovre di rianimazione. E proprio grazie ad esse, e all´intervento dei cardiologi già presenti – aggiunge Pacini – è stato possibile recuperare il paziente dal punto di vista cardiologico. Stabilizzati i parametri vitali, gli operatori presenti, i chirurghi, gli anestesisti e i cardiologi, intervenuti con tempestività, hanno ritenuto di inviare il paziente al reparto di rianimazione del «Civile», così come previsto dalla convenzione sottoscritta con l´Asp 7.

Va dunque ribadito – prosegue il direttore sanitario della struttura privata – che si è intervenuti nel miglior modo possibile, attivando tutte le procedure previste in questi casi. Il paziente, nonostante la conformazione fisica lo rendesse a rischio, era risultato operabile dopo una serie di accertamenti sviluppati prima dell´intervento e abbinati a quelli di routine.

Abbiamo fornito tutti i particolari ai Nas e all´autorità giudiziaria, e siamo pronti a collaborare con l´ispezione regionale. Restiamo vicini al dolore della famiglia – conclude Pacini – ribadendo di essere intervenuti al massimo delle nostre possibilità».

IL DOLORE DELLA FAMIGLIA CAPPELLO
E proprio la famiglia di Antonino Cappello si è affidata ad un avvocato, dopo la denuncia sporta all’autorità giudiziaria sull’accaduto. «Vogliamo sapere cosa è accaduto in quei momenti concitati – dice Carmelo Palazzolo, cognato della vittima – e capire perché sono sorte queste complicanze. I dottori mi hanno detto solo che mio cognato era in collasso cardiaco per asfissia. Poi lo hanno trasferito all’ospedale di Ragusa, dove Antonino è morto». L’autopsia disposta dalla procura dovrà far luce sulle cause del decesso, a quanto pare dovuta ad una grave anossia cerebrale, ovvero la mancanza di ossigeno al cervello.

Bisognerà poi accertare se i minuti necessari al trasferimento del paziente dalla struttura privata all’ospedale pubblico possano aver influito sul decesso. La «Clinica del Mediterraneo», difatti, non è dotata di reparto di rianimazione. Quello che doveva essere eseguito su Antonio Cappello era l´intervento numero tremila del solo 2010 nella struttura privata, accreditata dalla Regione e convenzionata con l´Asp 7, che annovera la collaborazione di decine di illustri chirurghi di varie specialistiche, alcune non praticate negli ospedali iblei.

Quello di Antonino Cappello è il primo caso del genere verificatosi in due lustri di attività della «Clinica del Mediterraneo». La sala chirurgica dove Cappello doveva essere operato, è stata sequestrata, come da prassi. Già venerdì, come accennato, i Nas hanno eseguito un´ispezione nella struttura sanitaria privata, non riscontrando alcuna anomalia ed autorizzando il prosieguo dell´attività chirurgica, già ripresa da oggi nelle altre due sale operatorie della «Clinica del Mediterraneo».

CHI ERA ANTONINO CAPPELLO, IL SIMPATICO DROGHIERE DEL CENTRO STORICO DI MODICA
Antonino Cappello lascia la moglie e quattro figlie di età compresa tra i cinque e i dodici anni. L’uomo era da circa un paio d’anni titolare di una salumeria e rivendita di ortofrutta in piazza Corrado Rizzone a Modica. Il locale, dinanzi al quale era sempre esposta frutta e verdura, è ubicato ad angolo con la strada che porta al Santuario della Madonna delle Grazie. I funerali di Antonino Cappello saranno celebrati nelle prossime ore, non appena la salma sarà restituita ai familiari.