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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1332
RAGUSA - 11/12/2010
Cronache - Ragusa: la sala operatoria sottoposta a sequestro dalla Procura di Ragusa

Clinica Mediterraneo, morto Antonino Cappello, il paziente in coma durante intervento tiroide

Dopo le prime pratiche di emergenza eseguite nella struttura privata, il degente è stato trasferito nel reparto di Rianimazione dell’ospedale «Civile» Foto Corrierediragusa.it

E´ deceduto nel pomeriggio Antonino Cappello, il paziente di 37 anni che era entrato in coma nella sala operatoria della "Clinica del Mediterraneo" (nella foto) di via Ettore Fieramosca a causa delle complicazioni sopravvenute durante la fase di anestesia. Lo sfortunato commerciante abitava a Modica, era sposato e padre di 4 bambine di età compresa fra 5 e 12 anni.

L´assessore regionale alla salute Massimo Russo ha disposto un´ispezione urgente per far luce sull´accaduto. E´ quanto comunicato dalla direzione generale dell’Asp 7 di Ragusa.

L´ispezione è stata decisa al fine di accertare le cause che hanno determinato il coma che successivamente ha condotto alla morte Antonino Cappello, proprio mentre stava per essere sottoposto veneerdì mattina ad intervento di tiroidectomia. Al momento dell’induzione dell’anestesia generale nel paziente, sarebbero sorte delle complicanze che hanno determinato una grave anossia cerebrale.

Dopo le prime pratiche di emergenza eseguite nella struttura privata della "Clinica del Mediterraneo", il paziente è stato trasferito nel reparto di Rianimazione dell’ospedale «Civile» di Ragusa, dove gli ulteriori accertamenti eseguiti dai medici hanno confermato il gravissimo quadro clinico-neurologico con stato di coma profondo. L´ispezione disposta dall´assessorato regionale alla Sanità dovrà far luce sull´accaduto al fine di accertare se siamo di fronte a un altro caso di malasanità.

L´INTERVENTO DEL DIRETTORE SANITARIO DELLA CLINICA DEL MEDITERRANEO SALVATORE PACINI
"Siamo vicini al dolore della famiglia Cappello. Abbiamo fatto il possibile e siamo pronti a collaborare con la Magistratura"

In merito alle notizie diffuse nelle ultime ore relativamente alla morte del paziente che era stato ricoverato giovedì presso la Clinica del Mediterraneo e che è deceduto oggi pomeriggio al reparto di rianimazione dell´Asp, la direzione sanitaria della struttura privata comunica di aver già disposto stamani un´inchiesta interna.

Lo conferma il direttore sanitario, dott. Salvatore Pacini, che smentisce le notizie riportate da alcuni organi di stampa secondo cui la struttura è stata interamente sequestrata e dunque chiusa. «Teniamo a precisare che non è stato disposto alcun sequestro e alcuna chiusura della nostra struttura che prosegue la sua attività. I sigilli sono stati apposti soltanto ad una delle tre sale operatorie dopo l´intervento dei Nas a cui abbiamo consegnato tutta la documentazione richiesta dichiarandoci disponibili a collaborare con l´autorità giudiziaria e con l´ispettore che sarà inviato dalla Regione.

Precisiamo che i problemi si sono verificati nella primissima fase dell´anestesia quando è stata accertata l´impossibilità a procedere con l´intubazione. Dinanzi ad un arresto cardiaco, si è poi proceduto ad eseguire le manovre rianimatorie del caso. E proprio grazie ad esse, e all´intervento dei cardiologi già presenti, è stato possibile recuperare il paziente dal punto di vista cardiologico. Stabilizzati i parametri vitali, gli operatori presenti, i chirurghi, gli anestesisti e i cardiologi, intervenuti tempestivamente, hanno ritenuto di inviare il paziente alla rianimazione dell´ospedale pubblico così come previsto dalla convenzione sottoscritta con l´Asp.

Va dunque ribadito che si è intervenuti nel miglior modo possibile, attivando tutte le procedure previste in questi casi. Il paziente, nonostante la conformazione fisica lo rendesse a rischio, era risultato operabile dopo una serie di accertamenti sviluppati prima dell´intervento e abbinati a quelli di routine. Abbiamo fornito tutti i particolari ai Nas e dunque all´autorità giudiziaria e siamo pronti a collaborare con l´ispezione regionale. Restiamo vicini al dolore della famiglia ribadendo di essere intervenuti al massimo delle nostre possibilità».