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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 775
RAGUSA - 20/09/2007
Cronache - Sette imprenditori gelesi sono finiti in manette per associazione
a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta

Appalti truccati: 7 arresti a Gela
Ribassi concordati e da cartello
alla Provincia e a Chiaramonte

L’operazione "Octopus" è stata portata a termine ieri.
La pubblica amministrazione era all’oscuro delle manipolazioni
Foto Corrierediragusa.it

Gare d´appalto truccate per circa un milione di euro anche alla Provincia regionale di Ragusa e a Chiaramonte. Il dato è emerso nell´ambito dell´operazione "Octopus" portata a termine all´alba di ieri dalla polizia nel Gelese. I sette imprenditori finiti agli arresti domicliari avevano le mani in pasta in gare d´appalto riguardanti la Provincia (aree spartitraffico) e il comune di Chiaramonte (aree a verde). Gli investigatori hanno accertato la totale estraneità ai fatti della pubblica amministrazione.

I sette imprenditori arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d´asta. Ad altri tre è stata imposta la misura dell´obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Questi i nomi degli imprenditori arrestati: Francesco Agati, 48 anni; Salvatore Di Dio, 67 anni; Nunzio Capizzello, 51 anni; Salvatore Capizzello, 55 anni; Giacomo Rosario Gerbino, 48 anni; Lorenzo Iaglietti, 64 anni; Carmelo Antonio Messina, 42 anni, tutti di Gela. I tre imprenditori sottoposti all´obbligo di firma giornaliera in un posto di polizia giudiziaria sono Giuseppa Ferrara, 43 anni, Giuseppe Lattaferro, 35 anni e Giovanni Giudici, 24 anni.

Pare che i dieci imprenditori abbiano messo in piedi due cordate che pianificavano la partecipazione alle gare d´appalto del comune di Gela, con un occhio particolare anche per la Provicia regionale di Ragusa e pr il comune di Chiaramonte, relativamente ai settori dei lavori pubblici, della manutenzione e dell´ecologia.

Per riuscire a pilotare l´aggiudicazione delle commesse di lavoro, pare che i dieci imprenditori stabilissero con congruo anticipo non solo i ribassi da effettuare, ma anche chi fare partecipare alle singole gare. Le due cordate si differenziavano per la specializzazione acquisita nei lavori alle cui gare partecipavano. E per fare vincere l´impresa stabilita non si operava solo con i ribassi concordati, ma anche con la presentazione di documenti incompleti o contenenti errori e vizi di forma tali da comportare l´esclusione automatica dalla gara.

A redigere la documentazione di tutte le ditte erano solo quattro uffici. Le perizie tecniche sui documenti recuperati dai supporti telematici (la memoria dei computer sarebbe stata cancellata frettolosamente prima che la polizia procedesse al loro sequestro) e le intercettazioni telefoniche e ambientali, avrebbero permesso agli inquirenti di trovare conferma alle loro ipotesi investigative.