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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 936
RAGUSA - 05/11/2010
Cronache - Ragusa: nuovi sviluppi sull’inchiesta giudiziaria avviata dalla Guardia di finanza

Co.co.co. Ato, la Procura chiede la proroga delle indagini

Oltre al precedente Consiglio di amministrazione dell’Ambito, sono circa 20 le persone sottoposte ad indagini preliminari
Foto CorrierediRagusa.it

Le indagini sull’assunzione dei circa 20 lavoratori con contratto Co.co.co effettuate dal precedente Consiglio di amministrazione dell’Ato, vanno avanti e s´allungano per qualche altro mese. Il Procuratore della Repubblica Carmelo Petralia (nella foto) ha chiesto al Giudice per le indagini preliminari la proroga del termine per altri 6 mesi al fine di attendere l’esito degli accertamenti di Polizia giudiziaria.

La notizia, rimbalzata nella tarda serata negli ambienti legali ha ricreato quel clima di preoccupazione fra i destinatari della nota della Procura, con la quale si dà la facoltà alle persone sottoposte alle indagini di presentare memorie in tempi molto ristretti. I destinatari dell’informazione hanno già attivato i loro avvocati difensori per preparare le tesi difensive da inviare alla Procura. L’avvocato Saverio La Grua, legale vittoriese, conferma di essere stato informato da un suo cliente circa la novità emersa dalla Procura di Ragusa.

Da ricordare che le indagini presero il via dalla Guardia di finanza di Modica prima di essere trasferite al Comando provinciale e presso la Procura di Ragusa, che oggi coordina tutto con la collaborazione del comando provinciale di via Archimede. Il colonnello Francesco Fallica conferma di avere consegnato in Procura, da tempo, tutta la documentazione dell’inchiesta completa dei relativi capi d’imputazione, che secondo l’accusa configurerebbero il reato associativo, ovviamente contestato dai difensori, fra questi l’avvocato La Grua.

Fra i soggetti sottoposti alle indagini, l’intero Consiglio di amministrazione Ato che ha preceduto l’attuale Collegio di liquidatori, la persona che avrebbe esercitato la ricerca e la selezione del personale poi contrattualizzato come Co.co.co, un soggetto che avrebbe ricevuto incarico di consulenza esterna.
La vicenda non agevola certamente il lavoro degli attuali liquidatori, per la carenza di personale, per gli enormi problemi di gestione delle discariche e per le note difficoltà di recupero dei crediti vantati nei confronti dei comuni morosi.