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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1034
RAGUSA - 14/09/2010
Cronache - Ragusa: le manette sono scattate le Lukas Lausz, 31 anni

Polacco picchia ex convivente e il figlio di 6 anni, arrestato

L’uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali continuate Foto Corrierediragusa.it

Non accetta la fine della relazione e comincia a vessare e a picchiare in maniera pesante la ex convivente e il figlioletto di appena sei anni che la donna aveva avuto da una precedente relazione. Un polacco senza scrupoli è stato arrestato dalla sezione volanti della polizia, diretta dal commissario capo Paolo Arena, dopo la denuncia sporta dalla esasperata vittima. Le manette sono scattate per Lukas Lausz (nella foto), 31 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali continuate.

Si tratta dell’ennesimo dramma quotidiano venuto alla luce, dopo che si è consumato per settimane nel silenzio delle pareti domestiche, dove spesso si può nascondere un piccolo inferno, come in questo caso. L’atteggiamento persecutorio posto in essere dal polacco costituisce un ulteriore, emblematico esempio di "uomini padroni", che, considerando la donna come una sorta di oggetto di loro proprietà, non accettano che la propria compagna, o moglie che sia, decida in maniera unilaterale d’interrompere la relazione, ponendo fine al potere e al dominio dell’uomo, secondo la personalissima visione distorta di questi soggetti senza scrupoli.

Purtroppo, sempre più spesso, sono anche gli incolpevoli bambini a pagare le conseguenze di questi gravissimi atti di violenza domestica. Nel caso specifico, il bambino di sei anni è stato più volte testimone delle scenate in casa del polacco e, talvolta, è stato addirittura picchiato. Lausz era già stato arrestato lo scorso luglio per aver sfondato con un calcio la porta d’ingresso della casa della ex convivente a Ragusa, picchiandola a sangue davanti agli occhi del bambino, rimasto traumatizzato dai continui episodi di violenza, che, come accertato dalla polizia, continuavano da mesi, nel quadro di un agghiacciante progetto di violenza e persecuzione orchestrato dal polacco, finito adesso dietro le sbarre.