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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 474
RAGUSA - 14/09/2010
Cronache - Ragusa: Alessio Maltese era stato aggredito nei pressi dello stadio

Ha lasciato l´ospedale il 24enne ragusano ferito a Brescia

Il ragazzo è stato dimesso, tornando nel suo appartamento del comune lombardo assieme alla madre

E´ stato dimesso dall´ospedale di Brescia il 24enne di Ragusa Alessio Maltese. Il ragazzo era stato pestato a sangue domenica mattina nei pressi dello stadio "Rigamonti" di Brescia solo perché aveva l´accento siciliano.

Alessio Maltese ha lasciato l´ospedale in compagnia della mamma, per tornare nell´appartamento dove in questi anni ha vissuto nel comune lombardo per studiare. Il giovane è difatti prossimo alla laurea universitaria alla facoltà di fisica e matematica. Lunedì, se non si fosse trovato costretto in un letto d´ospedale per il pestaggio subito da degli pseudo tifosi del Brescia, Alessio Maltese avrebbe dovuto sostenere l´ultimo esame prima della tesi. In ospedale il giovane aveva ricevuto la visita del sindaco di Brescia Adriano Paroli e di alcuni giocatori del Brescia calcio, che lo avevano omaggiato di una maglietta e un gagliardetto della squadra.

Intanto le forze dell´ordine di Brescia stanno lavorando per dare un volto e un nome ai teppisti che hanno aggredito il ragusano, che si trovava in compagnia di alcuni amici, nei pressi dello stadio bresciano, dove domenica, all´ora di pranzo, si è giocato l´incontro tra Brescia e Palermo.

La Digos di Brescia ha sentito numerose persone, andando a restringere il cerchio attorno agli autori della vigliacca aggressione. Le prime novità sotto il versante investigativo potrebbero maturare nelle prossime ore.

Il sindaco Paroli, oltre a far visita ad Alessio per manifestare tutto il suo sdegno per l´accaduto, ha inoltre scritto una lettera al primo cittadino ibleo Nello Dipasquale. «Caro collega – ha scritto Paroli nella lettera – è con rammarico e con profondo stupore che ho appreso la notizia del pestaggio occorso a un cittadino ragusano, che ha scelto la nostra città per i suoi studi universitari. Ho personalmente portato, anche a nome tuo, il saluto al ragazzo che oggi è ricoverato presso una struttura ospedaliera della città. Ho voluto testimoniargli il mio personale dispiacere e porgergli le scuse ed i migliori auguri da parte di tutta la città».

Nella lettera a Dipasquale, Paroli condanna «con forza questo atto di aggressione; si è trattato di un gesto spregevole che nulla ha che fare con lo sport e il tifo. La città esprime tutto il suo dissenso per questo grave gesto e sono certo desidera fortemente che episodi di questo genere non si verifichino più. Brescia augura una pronta guarigione al giovane oggi in ospedale, sicura di essere una città ospitale e in cui si può vivere e tifare per qualunque squadra si porti nel cuore. Un caro saluto a te e a tutta la città di Ragusa».

Le condizioni di Maltese, come detto, sono migliorate e sin da oggi potrebbe essere dimesso. L´aggressione è avvenuta nei pressi della gradinata, dopo che è stato riconosciuto l´accento siciliano del ragusano che non era nemmeno intenzionato ad entrare allo stadio, ma vi stava accompagnando degli amici, che volevano assistere alla partita. L´attenzione del ragazzo ragusano, d´altronde, era tutta appuntata sull´esame che avrebbe dovuto sostenere ieri mattina. L´ultimo esame prima della laurea.

LA CRONACA DELL´AGGRESSIONE
Avrebbe dovuto sostenere stamani all’università di Brescia, facoltà di fisica a matematica, l’ultimo esame prima della tesi. Invece si trova ricoverato in ospedale, dopo essere stato picchiato a sangue da un gruppo di teppisti, forse ultras della squadra di calcio del Brescia, solo perché meridionale. E’ l’incredibile disavventura occorsa ad Alessio Maltese, un ragazzo originario di Ragusa 24enne, studente universitario da anni residente a Brescia. Le condizioni cliniche del giovane sono sensibilmnete migliorate in queste ultime ore.

Il giovane, che doveva far vista ad un amico, si era recato ieri nei pressi dello stadio Rigamonti, dove stava per cominciare la partita in trasferta del Palermo per la seconda giornata di serie A. Lo sfortunato ragazzo, riconosciuto come meridionale per via dell’accento siculo, è stato preso a pugni e calci da alcuni teppisti, sotto lo sguardo dei passanti e dell’impotente coppia di amici che lo accompagnava, provocandogli diverse fratture alle costole ed infiltrazioni di sangue al polmone. Le condizioni cliniche sono serie, ma Alessio Maltese non è per fortuna in pericolo di vita.

Il giovane di Ragusa, che da anni vive a Brescia per motivi di studio, accompagnato da altri suoi due amici, si trovava nei pressi dello stadio per andare a fare visita ad un amico che risiede in zona. Purtroppo per lui, un gruppo di teppisti ha capito dall’accento che il ragazzo fosse meridionale e lo ha picchiato in maniera selvaggia con calci e pugni. Increduli gli amici del giovane di Ragusa, che hanno tentato invano di fermare gli ultras, che, a quanto pare, sarebbero già stati individuati dalle forze dell’ordine.

Un ennesimo caso di violenza intriso di razzismo. «Rimango sconvolto e senza parole nell’apprendere la notizia dell’aggressione del ragazzo ragusano nei pressi dello stadio di Brescia». Questo il commento amaro del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale. «Il giovane – prosegue il primo cittadino – è stato picchiato selvaggiamente, incredibile a dirsi, per via dell’accento meridionale.

Sarei curioso di sapere – aggiunge indignato il primo cittadino di Ragusa - cosa pensa di questo grave atto di violenza il sottosegretario Martini, che ha giudicato la classe politica ragusana mediocre per ciò che attiene la questione del randagismo ed incapace di fronteggiare qualche raro episodio di violenza che si è registrato in provincia di Ragusa, quale il tentativo di violenza di un extracomunitario nei confronti di una dottoressa presso una guardia medica. Ricordo alla Martini che episodi ben più gravi, come quello odierno, accadono anche nel nord Italia. Quello verificatosi oggi a Brescia – conclude il sindaco – è un atto di violenza inaudita, che non può avere alcun attenuante e che va condannato con forza».