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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1042
POZZALLO - 01/12/2007
Cronache - Pozzallo - Raffaele Terranova è stato ammesso ai domiciliari

Due anni e otto mesi
per il "coltivatore"
di marijuana in terrazza

Pettaggiamento della pena nel processo per direttissima Foto Corrierediragusa.it

Patteggiamento della pena a due anni e otto mesi di reclusione e 8mila euro di multa per il pozzallese Raffaele Terranova. Il 33enne, che sconterà la pena ai domiciliari, era stato arrestato giovedì dalla Guardia di finanza nella sua abitazione di Pozzallo, dove erano state rinvenute quattro piante di marijuana alte fino a 170 centimetri, sistemate sul terrazzo. Le manette erano scattate perla flagranza del reato.

Ieri invece il processo per direttissima dinanzi al giudice Giovanna Scibilia che, dopo la convalida dell’arresto, ha applicato la pena concordata dagli avvocati Carmelo Scarso e Raffaele Pediliggieri con il pm Diana Iemmolo, accogliendo altresì la richiesta degli arresti domiciliari. Stando alle indagini delle fiamme gialle, Raffaele Terranova aveva creato una piantagione di marijuana in grande stile nel terrazzo di casa sua, nel centro della cittadina marinara.

I finanzieri, oltre alle piante avevano scoperto foglie lasciate ad essiccare e droga leggera già pronta per un peso complessivo di due chili e mezzo che, se immessi sul mercato, avrebbero fruttato oltre 15mila euro. La difesa ha puntato proprio sul peso della droga dichiarato dai finanzieri che, stando a quanto ribadito in aula, avrebbero pesato le piantine intere.

Nel procedimento invece l’avvocato Scarso ha fatto valere la tesi dell’effettivo principio attivo della droga, notevolmente inferiore rispetto al peso complessivo delle piantine ma comunque più alto rispetto alla quantità minima consentita per uso personale. Da qui il patteggiamento della pena, con il consenso del pm.

Il giudice ha altresì disposto la distruzione delle piantine e della droga posta sotto sequestro. E’ recente la sentenza giudiziaria che aveva registrato l’assoluzione di un imputato che coltivava marijuana in casa per uso personale. Decisamente non il caso del 33enne, a causa del principio attivo superiore al minimo consentito.