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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1159
POZZALLO - 25/02/2010
Cronache - Pozzallo: un nuovo modo escogitato dai responsabili dei viaggi della speranza

Clandestini viaggiano su una nave cargo. In manette il comandante siriano

Gli altarini sono stati scoperti dalla procura di Modica Foto Corrierediragusa.it

Un modo alternativo, via mare, per arrivare in Italia. Sembra essere superato, oramai, il metodo dei barconi e delle carrette del mare da parte degli immigrati clandestini al fine di arrivare sul territorio italiano. Dopo l’arresto di alcuni africani, nei mesi scorsi, con i passaporti falsi provenienti da Malta, via catamarano, adesso, per arrivare sul suolo europeo gli africani si servono dell’ausilio delle navi estere. Lo ha scoperto la procura di Modica che ha sequestrato, ieri mattina, una nave battente bandiera siriana, la «Jameela star» (nella foto), e arrestato il comandante, Akramah Mahmoud, siriano di 62 anni. E’ accusato, difatti, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I fatti sono così riassunti. La nave, come riferiscono dalla Capitaneria di porto di Porto di Pozzallo, è partita un mese fa circa dal porto di Alessandria d’Egitto, con il suo carico di marmo. Arrivato a Pozzallo l’equipaggio, sette dei marinai a bordo della nave avrebbero fatto perdere le proprie tracce. Il sospetto è stato suffragato dalla scoperta, a bordo della «Jameela star», di alcuni documenti, palesemente contraffatti. L’opinione degli inquirenti è quella che, dal porto egiziano, siano saliti a bordo alcuni uomini col solo intento di essere traghettati sul suolo italico, in cambio di moneta sonante. Basti ricordare che, fino allo scorso anno, gli scafisti che hanno traghettato gli immigrati in Sicilia, non chiedevano meno di mille dollari, in contanti. E tale, è una supposizione degli inquirenti e delle autorità marittime, possa essere la cifra chiesta dal comandante egiziano agli «ospiti» traghettati fino in Italia.

Ad insospettire le autorità marittime di Pozzallo era stata la richiesta del comandante di essere autorizzato alla partenza notturna. Dopo un rapido controllo si è scoperto che a bordo mancavano setti uomini di equipaggio. Tutti fatti salire, verosimilmente, al momento della partenza e con mansioni di bassa forza. Da qui il sequestro della nave e l’arresto del comandante.

A coordinare le indagini dei carabinieri e della capitaneria di porto di Pozzallo è stato il procuratore di Modica, Francesco Puleio, che ora intende estendere gli accertamenti alla precedente attività della nave sequestrata e che a maggio dello scorso anno, a Marina di Carrara, la stessa barca era già stata sorpresa per un episodio analogo. Secondo gli inquirenti, «sussistono gravi elementi che fanno ritenere che la «Jameela Star» venga stabilmente utilizzata per il compimento di attività illecita connessa alla illecita introduzione, nel territorio italiano di cittadini extracomunitari».

Il riferimento alla nave sequestrata, secondo la Capitaneria di porto di Pozzallo, conferma inoltre che, sulle coste libiche ed egiziane, non è affatto scemato il numero di africani ed asiatici che attendono le condizioni meteo favorevoli per compiere la traversata. Solo le pessime condizioni del mare dei mesi scorsi hanno fatto scendere il silenzio sul dramma che la città di Pozzallo segue, oramai, da molti anni.

Sulla nave, invece, i marinai (senza il loro capitano) hanno detto di aspettare le direttive impartite dai militari dalla Capitaneria di porto di Pozzallo, i quali, nella giornata di ieri, hanno provveduto a fornire assistenza tecnica e qualche bottiglia d’acqua. Tutti, comunque, stanno bene.

È davvero strana la situazione al porto di Pozzallo, dove da più di un anno un’altra imbarcazione ormeggiata al molo commerciale (la «Fortuna II») aspetta che il Tar di Catania si pronunzi sul dissequestro del natante. In quella vicenda, quindici marinai (in due periodi diversi) furono soccorsi da alcune agenzie marittime di Pozzallo e dagli aiuti (soprattutto di natura materiale) della Caritas di don Aldo Modica, prima di lasciare la città rivierasca. Al danno, la beffa. Coi sequestri in atto, sono tre le banchine del molo commerciale ad essere, al momento, utilizzate. L’auspicio degli operatori portuali, sebbene i due casi siano molto diversi, è che non si assista ad un nuovo caso stile «Fortuna II», con la nave ferma parecchi mesi presso la banchina del porto di Pozzallo.