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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:43 - Lettori online 1195
POZZALLO - 15/01/2010
Cronache - Pozzallo: lo "schiaffeggiamento" nella quarta classe dell’istituto nautico "La Pira"

Il prof "manesco" già in classe, lo studente resta a casa

Il docente non è stato denunciato dai genitori, che lo incontreranno a breve
Foto CorrierediRagusa.it

Sta bene ma gira per casa con un vistoso ematoma sopra l’occhio, sotto osservazione del proprio medico curante, il ragazzo diciassettenne, A.C., studente della IV C, preso a sberle dall’insegnante I.B., docente dell’istituto nautico «G. La Pira», la mattina di giovedì scorso. Starà a casa ancora per qualche giorno, sia per guarire fisicamente che psicologicamente dall’affronto ricevuto da quello che il corpo docente dell’istituto giudica come un insegnante per nulla scontroso e lontano dall’aver un atteggiamento manesco nei confronti dei propri studenti.

Venerdì mattina, I.B. si è presentato nell’istituto, svolgendo regolarmente le proprie mansioni d’insegnante. Ad alcuni colleghi, il docente avrebbe riferito di aver fatto solo il proprio dovere, allontanando gli studenti che disturbavano la lezione. Ad una loro risposta negativa, l’insegnante si sarebbe avvicinato per accompagnarli fuori dall’aula. Inavvertitamente, poi, avrebbe fatto un gesto solo per richiamare l’attenzione, colpendo, suo malgrado, il ragazzo, il quale è finito al Pte qualche ora dopo. Questa, inoltre, sarebbe la versione che in diversi, ieri mattina, hanno riferito al preside dell’istituto nautico, Attilio Sigona.

Gli altri studenti dell’istituto, intanto, divergono sulla possibile punizione da infliggere all’insegnante. Chi vorrebbe la defenestrazione dell’insegnante fino alla fine dell’anno, chi invece l’assoluzione per un atto che, comunque, a detta degli studenti, non dovrà più ripetersi. I compagni di classe del diciasettenne preferiscono non rispondere, forse temendo qualche altra «rappresaglia» nei loro confronti. A prendere una decisione in merito, se sospendere o meno l’insegnante, sarà il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Cataldo Di Nolfo.

"In base alla normativa vigente – dice il dirigente - è compito del dirigente provinciale adottare misure disciplinari. Ho dato incarico di esaminare il caso sul quale sarà avviata un’indagine ispettiva. Per quanto riguarda l’eventuale sospensione dell’insegnante a titolo cautelativo, in attesa di sviluppi successivi, può provvedere direttamente il preside con adeguata motivazione".

Sospensione che, a detta del preside, Attilio Sigona, non sarà effettuata "perché – dice Sigona – non è con la violenza che si risponde alla violenza. Farò, se richiesto, da mediatore per far incontrare i genitori del ragazzo con l’insegnante, in modo che possano ricevere le nostre scuse. So che i genitori del ragazzo non hanno presentato denuncia ai carabinieri. Questo va ad onore dei genitori del ragazzo, proprio perché hanno capito che non c’era astio ed animosità nell’atteggiamento tenuto dall’insegnante. Credo che si sia data troppa importanza a questo gesto che poteva indubbiamente essere discusso ma non amplificato, così com’è stato fatto". L’incontro fra i genitori e l’insegnante, secondo quanto riferito da Sigona, ha già avuto il parere favorevole da parte dello stesso insegnante, desideroso di chiarire la vicenda con i diretti interessati.

Il «Nautico», come viene chiamato da tutti, comprende più di venticinque classi, per un totale di quasi 750 studenti. Unico in provincia nel suo genere, «ospita» ragazzi provenienti quotidianamente anche da Comiso e da Vittoria. Il vice-preside Antonio Lubello sembra non accettare tutta questa esposizione mediatica, dopo i fatti successi.

"Sembra la classica notizia dell’uomo – dice - che morde il cane. L’insegnante che alza le mani verso lo studente è indubbiamente da condannare ma mi sembra si sia fatto un polverone inutile intorno a questa vicenda. Il «Nautico» non è una scuola dove si alzano le mani e dove si picchiano gli studenti. Anzi. Di fronte ad una consistente mole di studenti, posso assicurare che i professori sono abbastanza «elastici» nell’accontentare le richieste dei ragazzi. Chi vuole fare, poi, strumentalizzazione sull’accaduto, lo faccia, ma la realtà, qui, è ben diversa".