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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 971
POZZALLO - 03/01/2010
Cronache - Pozzallo: continui furti, anche "strani", nei capannoni

Zona industriale saccheggiata, le telecamere restano spente

Il presidente dell’Asi di Ragusa Gianfranco Motta: "Ai politici cosa consiglio? La realizzazione di un bel monumento all’inefficienza"
Foto CorrierediRagusa.it

Furti a ripetizione nella zona industriale Asi. A telecamere spente! Perché il sistema di videosorveglianza c´è ma non funziona. E nessuno lo attiva. Per quale motivo? I proprietari dei «capannoni» non ne possono più. Il copione è sempre lo stesso: i ladri si introducono di notte nelle aziende e portano via quello che possono: soldi, derrate alimentari e altro, fino a sparire senza lasciare alcuna traccia. Nel mese dello scorso dicembre l’escalation di furti ed atti vandalici presso l’Asi di Pozzallo è stata una vera tragedia per chi ha investito tempo e, soprattutto, soldi per la realizzazione di un «capannone». C’è chi, nei mesi scorsi, ha preso pure informazioni sul territorio, per capire se la zona fosse «infestata» dai ladri e se convenisse costruire una fabbrica in loco. Necessità di salvaguardare i propri investimenti, prima ancora di voler favorire una ripresa economica del territorio.

Nel mirino dei ladri sono finite le numerose aziende che insistono nella zona Asi, molto probabilmente osservate e studiate da tempo. Gira voce infatti, tra alcuni dipendenti della zona, che i delinquenti conoscano perfettamente i movimenti dei proprietari delle fabbriche colpite, in particolare i giorni in cui è più facile entrare in azione.

"Una mattina ho trovato un registro di cassa nel giardino, di fronte alla fabbrica – dice una dipendente – Ho capito subito che c’era stato un furto e sono rimasta terrorizzata, sono passati solo a pochi metri dalle mie finestre". È probabile che i malviventi volessero portare l’incasso, ma non riuscendo ad aprire la cassa, l’abbiano abbandonata.

Il furto più strano? Duecento euro di salami, presso un’azienda alimentare, anche se la notizia più eclatante è indubbiamente quella che il furto è stato compiuto con i dipendenti che stavano lavorando all’interno della fabbrica, in un’area diversa del capannone, in mattinata. Nessuno, ufficialmente, ha visto niente.

Viene spontaneo pensare che la presenza delle forze dell’ordine sia il primo passo verso una maggiore sicurezza, ma dalle parole di moltissime persone emerge una profonda sfiducia nella capacità delle forze dell´ordine di proteggere la zona industriale. Durante la notte, pare che nessuna autovettura delle forze armate attenzioni il sito industriale, nonostante le denunce, presso la Stazione dei Carabinieri di Pozzallo, siano in netto aumento nel corso di questi ultimi anni. "Arrivano solo a furto compiuto – reclama il proprietario di una azienda - per dire che sarà difficile capire chi è stato o recuperare la refurtiva. Non c’è una presenza sistematica o un controllo constante, così non c’è modo di evitare un possibile furto". Tra la sfiducia e la rabbia, c’è pure chi ha messo le sbarre alle finestre o una serratura in più.

Unico deterrente, la video-sorveglianza. Le telecamere ci sono e sono pure in grado di registrare quanto accade in zona 24 ore su 24 ma, particolare incredibile, sono spente. "La Provincia di Ragusa – ha dichiarato Gianfranco Motta (nella foto), presidente Asi (Area sviluppo industriale) di Ragusa - ha ottenuto un finanziamento coi fondi del Patto Territoriale per le zone Asi di Ragusa e Modica-Pozzallo, oltre al porto di Pozzallo. In quell’area, per il porto di Pozzallo, vi sono le telecamere funzionanti, per il resto nulla è stato fatto. Il sottoscritto ha sollecitato la Provincia innumerevoli volte, senza ottenere mai una risposta. Basti pensare che la stessa Provincia ci ha richiesto i locali dove allocare il server per le riprese delle telecamere, cosa che abbiamo fatto.

A conti fatti, però, non si è mosso nulla. Decine di incontri, tutti andati a vuoto. La zona Asi di Modica-Pozzallo rischia di passare alla storia come la zona più saccheggiata dell’area iblea. Ai politici cosa consiglio? La realizzazione di un bel monumento all’inefficienza".