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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 936
POZZALLO - 28/10/2009
Cronache - Pozzallo: sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio colposo

Morti tragico sbarco sono 2: c´è anche un feto. 4 arresti

Intanto al porto di Pozzallo di sarebbero registrati alcuni casi di scabbia tra i disperati dell’ennesimo viaggio della speranza che ha provocato la morte di un somalo di 25 anni
Foto CorrierediRagusa.it

Avevano tentato di mescolarsi con il resto dei disperati del tragico sbarco di lunedì a Pozzallo culminato con un morto i quattro presunti scafisti individuati e sottoposti in stato di fermo d’indiziati di delitto nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio colposo in concorso, e per il decesso del somalo di 25 anni.

A questo evento luttuoso si aggiunge peraltro la morte del feto portato in grembo da una delle ragazze in stato di gravidanza. I morti di questo sbarco tragico sono quindi raddoppiati. Sarebbero due egiziani, un eritreo e un sudanese gli autori della lunga traversata (nella foto). I quattro scafisti sono stati individuati grazie agli interrogatori condotti senza sosta nel centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo dalla Squadra mobile e dalla Guardia di finanza.

I quattro presunti scafisti si erano mantenuti in contatto, prima della traversata, con i presunti organizzatori del viaggio arrestati in Libia, vale a dire l’eritreo di 26 anni, trovato peraltro in possesso di un passaporto sudanese falso, e il cittadino libico proprietario dell´imbarcazione utilizzata per il viaggio.

I disperati avrebbero pagato2mila 500 dollari a testa, restando per diversi giorni senza cibo, né acqua, all’interno del capannone in Libia. Poi i quasi una settimana di stenti in mare aperto, con l’imbarcazione precaria sballottata dal mare grosso e con il concreto rischio annegamento. Pare che questo sia stato il primo viaggio dei presunti scafisti in Italia. Sono intanto 29 i clandestini ricoverati negli ospedali di Ragusa, Modica e Scicli. Sono tutti in buone condizioni di salute, a parte un bimbo di 2 anni, ricoverato al "Maggiore" di Modica con una broncopolmonite. Al piccolo è stata effettuata una trasfusione, essendo anemico.

PRESUNTI CASI DI SCABBIA AL PORTO DI POZZALLO
di Calogero Castaldo

Tre casi di scabbia fra gli immigrati arrivati al centro di prima accoglienza a Pozzallo? La notizia è trapelata dal capannone dell’ex-Dogana dove sono ospitati gli immigrati dello sbarco di lunedì scorso, sebbene la Questura di Ragusa non confermi tale indiscrezione. Sarebbero stati i medici, inviati dal Ministero della Salute, a dare il primo quadro sanitario dei 293 immigrati che, nelle giornata di ieri, hanno trascorso il loro primo intero giorno di permanenza all’interno della struttura portuale di Pozzallo.

La giornata, infatti, per gli immigrati, era iniziata di buon’ora, quando gli agenti della Questura di Ragusa hanno cominciato i primi interrogatori. Identificazioni e fotosegnalamenti che hanno interessato l’intero gruppo arrivato a Pozzallo. Gli operatori sanitari, forse su segnalazione di qualche volontario della Protezione Civile, hanno sospeso temporaneamente i controlli, disponendo che i tre immigrati del centro fossero sottoposti alla profilassi prevista per contrastare l’infezione. L’intervento dei medici ha avuto anche uno scopo informativo per dare al personale della Protezione Civile, nonché alle forze dell’ordine presenti, i suggerimenti necessari per evitare il contagio. Gli interrogatori sono proseguiti nel pomeriggio. Applicando, in effetti, le norme comportamentali e terapeutiche, si può escludere il contagio e anche il passaggio della patologia all’esterno. La cura ha previsto la somministrazione di antistaminici, per via orale, gli unici in grado di dominare l’infezione. Le persone affette da scabbia sono state isolate in una zona remota del centro di prima accoglienza. E vi resteranno fino a quando i medici non daranno il proprio benestare al reintegro col gruppo. Nessun caso di febbre, altresì, sarebbe accertato.

Due, invece, gli africani ricoverati che, in mattinata, hanno raggiunto l’ospedale di Modica, entrambi per problemi di disidratazione. Ricoverati che, nel pomeriggio, avevano già fatto il loro ritorno a Pozzallo. Nella serata di lunedì, due i casi più gravi, un bambino di due anni ricoverato nel reparto di pediatria dell’ospedale «Maggiore» con febbre alta e una donna giunta con il feto morto. Otto, in totale, i ricoverati ancora in cura fra gli ospedali di Modica, Scicli e Ragusa, fra cui le quattro donne incinte.

Entrando all’interno del capannone, sembra di assistere ad una scena di manzoniana memoria, un «lazzaretto», come è stato definito dalle forze dell’ordine, dove lamenti e imprecazioni riecheggiano assiduamente.

La situazione è monitorata dagli agenti della Polizia di Ragusa e dai Carabinieri della Tenenza di Modica. I militari, così come i volontari della Protezione Civile, hanno tutti l’ordine di indossare la mascherina, ogniqualvolta entrano all’interno del capannone.

Ieri, inoltre, si discuteva, fra le forze dell’ordine, di possibili trasferimenti presso i Cpt di Cassibile e Trapani, nella giornata di domani. Pare siano in cento, giovedì, nelle prime ore mattutine, a lasciare il centro di prima accoglienza, fra i primi ad abbandonare la città di Pozzallo.

(Nella foto sotto, cliccateci sopra per ingrandirla, la Polizia ispeziona il barcone di legno utilizzato dagli scafisti per la traversata nel mare grosso del Canale di Sicilia, dalla Libia fino alle coste iblee)

La Polizia sul barcone di legno