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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1127
POZZALLO - 06/11/2007
Cronache - Pozzallo - Arresto operato da Polizia, Carabinieri e Fiamme gialle

Arrestato uno dei 101
clandestini sbarcati lunedì

Aveva eluso il decreto d’espulsione dall’Italia. Nessuno scafista
è stato individuato tra i disperati trasferiti a Foggia e Bari
Foto Corrierediragusa.it

Nessuno scafista è stato individuato dalla polizia nell´ennesimo sbarco verificatosi nelle coste iblee con 101 immigrati giunti a bordo di un grosso peschereccio. Tra loro anche Mohamed Ahmed, 31 anni, che aveva fornito inizialmente false generalità, dichiarandosi iracheno. Dai controlli effettuati, l´immigrato è risultato invece di nazionalità palestinese e altresì colpito da provvedimento di espulsione dal territorio italiano con accompagnamento coatto notificatogli dopo un periodo di permanenza nel centro di accoglienza temporanea di Crotone.

Avendo Mohamed Ahmed fatto ritorno da clandestino nel territorio nazionale, senza osservare la vigente normativa (autorizzazione del Ministro dell’Interno) le Forze dell’Ordine Operanti, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, coordinati dal Questore di Ragusa Giuseppe Oddo, lo hanno arrestato per l´inosservanza al decreto d´espulsione.

I rimanenti clandestini sbarcati sono invece stati smistati nei centri di permanenza temporanea di Foggia e di Bari mentre i cinque minori sono stati affidati al Centro Caritas di Vittoria.

Le modalità di quest’ultimo sbarco, analoghe a quella degli ultimi due, delineano una nuova strategia d’igresso nel territorio nazionale, studiata dalle organizzazioni criminali dediti al traffico degli esseri umani provenienti dall’Africa.

Difatti è stato accertato come il sodalizio criminale si sia organizzato per trasportare i clandestini mediante l’utilizzo di grosse imbarcazioni, come questi pescherecci di fattura nordafricana.Tale circostanza favorisce, com’è ovvio, la traversata dei disperati anche in periodi dell’anno in cui le condizioni atmosferiche non consentirebbero il viaggio su piccole imbarcazioni.

Infatti, risulta che a seguito della continua richiesta da parte degli immigrati che intendono affrontare i viaggi della speranza, le organizzazioni criminali si siano, di conseguenza, organizzati, e non certo con scopi benefici, adoperando imbarcazioni capaci di contenere un maggior numero di esseri umani e di affrontare il viaggio anche in presenza di condizioni metereologiche avverse.