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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1582
POZZALLO - 20/06/2009
Cronache - Pozzallo: 7 milioni di euro per la realizzazione di un museo e centro polivalente

Truffa allo Stato e all´Ue. Monaca: "Copai? Non c´entro"

Palazzo Pandolfi, sede del consorzio, resta sotto sequestro probatorio e cautelativo da parte della Guardia di Finanza
Foto CorrierediRagusa.it

Sulle indagini della Guardia di finanza relative alla presunta truffa da sette milioni di euro in danno dello Stato e dell’Unione Europea, che vedrebbe implicato anche il Copai, si registra l’intervento del professore Corrado Monaca (nella foto), già presidente dell’organismo.

Da noi contattato telefonicamente, il professore Monaca si è detto sorpreso dalla vicenda, che verterebbe sulla mancata realizzazione di un museo del mare, con annesso un centro polivalente, a palazzo Pandolfi, sede del Copai. La struttura doveva essere finanziata con il denaro pubblico. «Mi sono occupato dell’aspetto meramente tecnico della vicenda – dice Monaca – nell’ambito dell’incarico professionale conferitomi dal Copai, dal quale fuoriuscii nel 2001.

Quell’anno – prosegue il professore Monaca – mi dimisi dalla carica di presidente assieme al consiglio d’amministrazione. Ho continuato a collaborare dall’esterno con il consorzio di promozione e sviluppo del territorio, accettando l’incarico professionale relativo al progetto di «Marketing territoriale ibleo», sviluppandolo con ottimi risultati per il territorio. Dopodiché – aggiunge Monaca – ho accettato questo secondo incarico professionale, che, tengo a precisare, verteva esclusivamente sull’adeguamento e sulla ristrutturazione di palazzo Pandolfi.

Un progetto tecnico peraltro portato a buon fine proprio di recente, con il rilascio del certificato di agibilità finale e la comprovata antisismicità dell’edifico. Nulla ho a che fare – puntualizza il professore Monaca – con la parte amministrativa del progetto complessivo di realizzazione del museo e del centro polivalente. Non so niente di fatture vere o presunte e di acquisti relativi ad attrezzature e materiale vario presso ditte estere con denaro pubblico.

E’ chiaro – conclude il professore Monaca – che tutta la faccenda mi rincresce, ma ripongo piena fiducia nella procura e nella Guardia di finanza». Ieri avevamo contattato telefonicamente anche la sede del Copai, per parlare con l’attuale presidente del consorzio Sara Suizzo, che non era in sede. Palazzo Pandolfi, in piazza delle Rimembranze, resta al momento sotto sequestro probatorio e cautelativo, per consentire ai finanzieri l’acquisizione degli incartamenti necessari all’ultimazione delle indagini, che vede iscritti nel registro degli indagati una decina di persone.

I DETTAGLI DELLA PRESUNTA TRUFFA SCOPERTA DALLE FIAMME GIALLE
Una presunta truffa allo Stato e all’Unione Europea per oltre sette milioni di euro di contributi pubblici destinati alla realizzazione di un museo e centro polivalente nel centro di Pozzallo. Un progetto rimasto solo sulla carta. I sigilli apposti ieri mattina all’ingresso di palazzo Pandolfi, in piazza delle Rimembranze, il salotto buono della cittadina marinara, stanno a testimoniare il sequestro probatorio dell’immobile, sede del Copai, nell’ambito delle indagini condotte dalla Guardia di finanza del comando provinciale su una presunta truffa in danno degli gli enti pubblici.

Proprio il consorzio di promozione e sviluppo del territorio risulterebbe implicato nella vicenda, che vedrebbe iscritte nel registro degli indagati una decina di persone, tra responsabili del Copai, imprenditori, titolari e legali rappresentanti di ditte, alcune delle quali con sede all’estero. L’ipotesi di reato prospettabile a carico degli indagati sarebbe quella di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dello Stato e dell’Unione europea.

Il sequestro probatorio di palazzo Pandolfi s’inquadrerebbe nella fase finale delle indagini condotte dai finanzieri, per acquisire ulteriore documentazione utile ad individuare i flussi finanziari e il percorso del denaro pubblico richiesto per la realizzazione del museo e centro polivalente. Una struttura ampia e funzionale, sicura e antisismica, attrezzata con le ultime dotazioni tecnologiche disponibile sul mercato, per consentire lo svolgimento di attività culturali, convegni e seminari di studi. L’annesso museo avrebbe dovuto ospitare reperti archeologici e testimonianze del passato, anche recente, relative agli usi, alle tradizioni e ai mestieri locali. E invece niente di tutto questo, nonostante parte dell’ingente somma pare fosse già nella disponibilità di richiedenti.

Le indagini dei finanzieri verterebbero in primis su quest’aspetto della vicenda: che fine avrebbe fatto il denaro pubblico? Per cosa sarebbe stato impiegato? Dove sarebbero le fatture relative alle attrezzature acquistate e delle quali non esisterebbe traccia? Le indagini travalicherebbero i confini nazionali, spingendosi anche all’estero, dove si troverebbero le ditte implicate nella vicenda e che avrebbero venduto, tra le altre cose, arredamenti e apparecchiature elettroniche ai responsabili del progetto di realizzazione del museo e del centro polivalente. Uno stratagemma, quello di acquistare all’estero, che sarebbe stato orchestrato con il duplice intento di sviare le indagini e di evitare il pagamento dell’iva al 20%.

Nei fatti, nulla di concreto sarebbe stato finora posto in essere per la realizzazione della struttura. Solo l’immobile che avrebbe dovuto ospitare il centro polivalente risulterebbe quasi del tutto ristrutturato per l’adeguamento alla nuova destinazione d’uso. Eppure sono trascorsi circa tre anni dalla richiesta di finanziamento del progetto, inoltrata sul finire del 2006 allo Stato e all’Unione Europea. Alla prima tranche di sette milioni di euro, ne sarebbe dovuta seguire un’altra, sempre di consistente entità. Ma le indagini delle Fiamme gialle hanno consentito di scoprire gli altarini. Anche ieri sarebbero stati prelevati parecchi incartamenti e documenti vari da palazzo Pandolfi, adesso al vaglio degli investigatori che dovrebbero concludere le indagini entro qualche settimana.