Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 747
POZZALLO - 20/01/2009
Cronache - Pozzallo - Gli interrogatori in carcere da parte del gip di Modica

I 5 scafisti negano d´aver minacciato d´annegare il bimbo

I sedicenti tunisini, egiziani, iracheni e libanesi sono accusati
di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
Foto Corrierediragusa.it

Negano ogni responsabilità i cinque immigrati ritenuti essere gli scafisti del primo sbarco del 2009 che ha portato a Pozzallo 228 clandestini, tra cui un neonato di otto mesi. Proprio il bimbo sarebbe finito in mare se qualcuno dei clandestini avesse rivelato agli investigatori l’identità degli scafisti.

Ma questi ultimi avrebbero negato la raccapricciante circostanza dinanzi al magistrato, asserendo di non aver mai minacciato nessuno dei disperati, di cui peraltro loro stessi avrebbero fatto parte. Eppure, dalle indagini condotte in maniera congiunta da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, i cinque immigrati finiti in manette per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sarebbero coloro che avrebbero governato la carretta del mare per tre giorni dalla Libia alle coste iblee, passando per il canale di Sicilia.

Sarebbe stato il presunto comandante Hessen Zoga (nella foto) a raccomandare il silenzio assoluto ai disperati, tentando di sottrarre il bimbo ai suoi genitori per tenerli in pugno. Il vice comandante Mohamed Alì avrebbe invece tentato di far rovesciare l’imbarcazione di legno per creare panico e confusione e prepararsi la fuga. Ma entrambi gli immigrati, che restano in carcere, avrebbero negato queste circostanze nel corso degli interrogatori svoltisi ieri a Piano del Gesù, alla presenza dell’avvocato Tommaso Lauretta.

Stando a quanto accertato dagli investigatori, Zoga e Alì avevano accuratamente cuciti negli slip circa tremila dollari e numerose monete egiziane presumibilmente pagati dai disperati. Il denaro sarebbe servito agli scafisti per tornare nelle rispettive patrie e organizzare altri viaggi della speranza. Una versione dei fatti fornita da parecchi clandestini, tra cui la giovane coppia al quale il comandante avrebbe tentato di sottrarre il neonato. Dopo la convalida degli arresti, il magistrato si è riservato di decidere sulla richiesta di scarcerazione avanzata dal legale per i cinque immigrati. Intanto numerosi clandestini hanno lasciato i locali del campo sportivo di Pozzallo per essere ospitati in case famiglia.

Mohamed Ali Farid Mohamed Ali Nouri Husein
Mustafa Said