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Martedì 18 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 15:38
POZZALLO - 05/05/2018
Cronache - Dopo nove anni la vicenda giudiziaria è giunta al termine

Pozzallo perde la causa contro la cronista Giudice e il marito Asta

Ai 2 imputati era stato chiesto un risarcimento danni per 500.000 euro Foto Corrierediragusa.it

Si è conclusa, dopo nove anni, la vicenda giudiziaria che vedeva il comune di Pozzallo chiedere alla cronista pozzallese Rosanna Giudice ed al marito Pino Asta (foto), allora consigliere di una lista civica, un risarcimento danni per 500.000 euro. La sentenza definitiva ha fatto registrare invece la condanna a carico del comune che dovrà pagare le spese processuali, mentre è decaduto l’onere del risarcimento danni a carico degli imputati. Una vittoria per i due coniugi. "L’articolo di cronaca sul randagismo nella spiaggia Raganzino della cronista Giudice - si legge nella sentenza - non ha leso l’immagine della città di Pozzallo, mentre il marito è stato riconosciuto completamente estraneo ai fatti". La causa fu intentata nel 2009 dall’allora amministrazione comunale retta dal sindaco Giuseppe Sulsenti contro Asta e Giudice, quest´ultima redattrice dell’articolo sul giornale online da lei diretto e per lo stesso articolo pubblicato sul quotidiano "Il Giornale di Sicilia", con cui collaborava.

«Accolgo con soddisfazione oggi, dopo nove anni, questa sentenza che di sicuro ha influito sul mio lavoro quotidiano come cronista - spiega Rosanna Giudice- sono stati anni duri in cui questa causa ha sempre pesato, con ostruzionismi di ogni sorta e difficoltà varie. Anche oggi ringrazio i colleghi giornalisti che mi hanno dimostrato solidarietà fin dal primo giorno».

Una vicenda che si è trascinata per anni, con ripercussioni su entrambi i coniugi, compresa l’estromissione dal consiglio comunale del consigliere Pino Asta da parte della maggioranza consiliare del sindaco Luigi Ammatuna nel dicembre 2012. Oltre all’espulsione dal massimo consesso cittadino, per Asta si erano registrati problemi anche al momento della candidatura a sindaco lo scorso 2017, in quanto aleggiavano voci controverse di incandidabilità ed ineleggibilità in seguito alla causa ancora pendente. L’allora sindaco Luigi Ammatuna non prese in considerazione la proposta di Asta di un risarcimento simbolico di un euro da pagare al comune per mettere fine alla vicenda giudiziaria.