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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 457
POZZALLO - 26/11/2008
Cronache - Pozzallo - Il gip ha scarcerato il 18enne sciclitano

Sparatoria Pozzallo: in libertà Raimondo, in cella i Mirabella

Erano state le dichiarazioni dei 2 fratelli a scagionare il giovane Foto Corrierediragusa.it

Remissione in libertà per Gianni Raimondo (nella foto), lo sciclitano di 18 anni che aveva preso parte alla spedizione punitiva culminata nella sparatoria a scopo intimidatorio contro un pescivendolo pozzallese. Raimondo è stato scarcerato ieri mattina, su decisione del gip Patricia Di Marco che ha lasciato a Piano del Gesù i fratelli Alfredo e Tony Mirabella, di 31 e 32 anni, quest’ultimo incensurato così come Raimondo.

Il giovane era stato scagionato dai due fratelli sciclitani, che si erano accollati ogni responsabilità nel corso dell’interrogatorio in carcere. I Mirabella avevano difatti riferito al magistrato che era stata loro l’idea di sparare e, alla vista della pistola con la quale era stato esploso il colpo all’indirizzo del pozzallese di 29 anni, Raimondo si era terrorizzato al punto da fuggire a piedi. I due complici lo avevano raggiunto poco dopo all’uscita di Pozzallo, facendolo salire a bordo del furgone bianco con il quale avevano raggiunto il villaggio Jungi a Scicli, dove erano scattate le manette ad opera dei Carabinieri.

Alla luce della derubricazione del reato originario di tentato omicidio in quello di lesioni personali aggravate in concorso, l’avvocato Pino Pitrolo si è adesso rivolto al tribunale della libertà di Catania per ottenere la remissione in libertà anche dei due venditori ambulanti o, in alternativa, la concessione degli arresti domiciliari. La sparatoria si era registrata venerdì scorso a mezzogiorno nella centrale via Torino. Il proiettile colpì la scarpa destra del pescivendolo, scheggiandone il tacco e non ferendo né la vittima designata, né i passanti che affollavano la via.

Da tempo vi erano dei rancori in essere tra il pozzallese e gli sciclitani, per motivi d’affari. Pare che la vittima avesse chiesto ai Mirabella di rinunciare a vendere pesce a Pozzallo a prezzi concorrenziali, in quanto rovinavano il mercato. Il pescivendolo avrebbe quindi accusato i fratelli sciclitani di concorrenza sleale. Da parte loro i Mirabella non gradivano che il pozzallese smerciasse prodotti surgelati a Scicli.

Tony Mirabella Alfredo Mirabella