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Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:33 - Lettori online 534
POZZALLO - 11/09/2017
Cronache - Coinvolto anche un commercialista

Denunciate 3 persone per truffa

Operazione della guardia di finanza Foto Corrierediragusa.it

Una maxi truffa è stata scoperta dalla guardia di finanza, che ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per un valore pari a quasi 400.000 euro nei confronti di un imprenditore locale operante al porto di Pozzallo. Le fiamme gialle hanno scoperto un giro di false fatturazioni finalizzate a consentire ad una impresa pozzallese di aggiudicarsi un finanziamento del Fondo Europeo per la Pesca, pari a quasi 400 mila euro, per la costruzione di un impianto di erogazione carburante per natanti nel porto della cittadina marinara iblea. Le indagini hanno fatto emergere un articolato sistema truffaldino fondato sul sistematico utilizzo di fatture false prodotte da società create ad hoc, il tutto finalizzato a truffare l’ente Regione Siciliana. In particolare è stato accertato che l’azienda beneficiaria del finanziamento pubblico altro non faceva che prendere contatti con le reali aziende fornitrici, ordinare gli acquisti e fare in modo che questi venissero solo fatturati a terze aziende compiacenti perché i beni invece arrivavano a reale destinazione. Quest’ultime, denominate in gergo «società cartiere» (perché prive di patrimonio e create con l’unico obiettivo di ricevere ed emettere fatture false. e quindi in pratica esistenti solo sulla carta), fatturavano la merce indicando importi maggiorati nei confronti della società beneficiaria, al solo scopo di farle creare costi compatibili con il credito pubblico ottenuto.

Tale espediente truffaldino ha permesso all’impresa di incamerare molti più soldi di quelli necessari per la fabbricazione del nuovo impianto di distribuzione e ha consentito a due imprenditori disonesti di intascarsi illecitamente una buona fetta del finanziamento. Inoltre, per rendere il tutto più verosimile le fatture attestanti acquisti sovrastimati o lavori edili mai eseguiti, venivano pagate a mezzo bonifico, e poi, nell’arco di pochi giorni i soldi bonificati tornavano nella disponibilità dell’ordinante, mediante fittizi compromessi di acquisizione di quote societarie.

L’attività d’indagine, condotta setacciando decina di conti correnti e centinaia di pagine di documentazione contabile ed extracontabile, ha permesso di seguire il flusso di denaro sporco che i due imprenditori avevano già fatto confluire in attività economiche lecite, al fine di dissimulare la provenienza illecita. Diversi sono i beni su cui sono stati apposti i sigilli, tra cui gran parte del patrimonio aziendale, l’intero impianto di distribuzione carburante, un molo galleggiante lungo più di 50 metri e tutte le disponibilità finanziarie contenute sui conti correnti. Gli imprenditori coinvolti, tra cui anche un commercialista, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria di Ragusa e dovranno ora difendersi dall’accusa di truffa aggravata, evasione fiscale e riciclaggio.