Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 13:02 - Lettori online 997
POZZALLO - 27/05/2017
Cronache - Intervento della Digos

Fermati 2 presunti terroristi a Pozzallo

Nei cellulari dei due sono state trovate immagini di kamikaze con cinture esplosive Foto Corrierediragusa.it

I controlli antiterrorismo intensificati per il G7 di Taormina hanno consentito di individuare due presunti terroristi siriani, un 25enne e un minorenne, al porto di Pozzallo, dove erano arrivati a bordo di un traghetto da Malta. I due siriani sono stati fermati dalla Digos perché sorpresi in possesso di documenti alterati, mentre nei loro cellulari sarebbero state trovate immagini di kamikaze con cinture esplosive, e il proclama in arabo «Da oggi nessuna pietà». Sarebbero emersi anche numerosi contatti tra i due e condivisioni di foto e messaggi compromettenti ora all´esame degli investigatori italiani, in contatto con gli organi di polizia maltesi per ricostruire gli spostamenti dei 2 siriani e capire dov’erano diretti e con quale obiettivo, prima di essere scoperti al porto della cittadina marinara iblea. Il minorenne era stato registrato per la prima volta in territorio italiano proprio all´hot spot di Pozzallo lo scorso 30 aprile. Poi era stato affidato ad un centro di accoglienza a Caltagirone dal quale si era allontanato pochi giorni fa. L´altro siriano di 25 anni, con passaporto maltese, era stato invece più volte registrato in arrivo o in partenza sulla tratta Malta Pozzallo. Altri tre presunti terroristi residenti nel territorio ibleo erano stati individuati ed espulsi dal territorio italiano nelle scorse settimane.

Intanto è stato ritirato il permesso umanitario concesso dalla commissione territoriale del Viminale alla ricercatrice universitaria libica Khadiga Shabbi, già condannata per terrorismo. La donna avrebbe difatti diritto solo al «non respingimento» nel Paese di origine, a causa della guerra civile, ma non anche al soggiorno in Italia, dopo la condanna. Nel 2015 Shabbi fu arrestata per presunti legami con organizzazioni terroristiche islamiche.