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Domenica 20 Agosto 2017 - Aggiornato alle 11:02 - Lettori online 566
POZZALLO - 06/02/2017
Cronache - Intanto sono stati arrestati i 2 scafisti

Migranti con ferite d´arma da fuoco sbarcati a Pozzallo

Le operazioni di soccorso sono state rese difficili dal maltempo Foto Corrierediragusa.it

Fermati 2 scafisti che avrebbero condotto a bordo di un gommone 226 migranti, di cui alcuni addirittura feriti da arma da fuoco, provenienti dal centro Africa, verso le coste italiane. Secondo i testimoni, i due avrebbero guidato le imbarcazioni dalle coste libiche. Nelle giornate di sabato e domenica il comando generale del corpo delle capitanerie di porto di Roma, a seguito della segnalazione di un gommone carico di migranti a largo delle coste libiche, aveva inviato un segnale ai naviganti in zona per prestare immediato soccorso. Cosi un’imbarcazione di soccorso umanitario «Golfo Azzurro» si è recata sul posto oggetto di segnalazione soccorrendo un gommone carico di migranti. Sono stati salvati 226 migranti di cui 17 donne e una neonata. Successivamente la nave di Boat Refugee Foundation si è diretta verso il porto di Porto di Pozzallo, dove è arrivata alle 13.30 di domenica.

Gravi le condizioni di alcuni migranti che sono stati soccorsi dai sanitari dell’Asp, della croce rossa e dell’organizzazione di Gino Strada Emergency. Le patologie più riscontate sono state: ipotermia, gravi ustioni forse dovute al contatto con il carburante e, come accennato, ferite di arma da fuoco. Sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza a carico di due migranti che si sarebbero arruolati tra le fila dei libici per poter viaggiare per poche centinaia di dollari. Secondo i testimoni sarebbe stata una loro volontà quella di offrirsi ai libici per condurre i gommoni. I due non avrebbero pagato 700 dollari, a differenza di tutti gli altri, che hanno raccolto il denaro per raggiungere l’Europa.

Ma i salvataggi nel Mediterraneo continuano senza sosta. Una nuova segnalazione è arrivata alla centrale operativa di Roma. Si stimano ancora circa 500 migranti nel Mediterraneo.

Ha collaborato Piero Burrugano