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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1144
POZZALLO - 27/07/2016
Cronache - L’emergenza vissuta dal comune marinaro

Sbarco con il morto e il sindaco sbotta

Per il primo cittadino "Il comune è stato abbandonato" Foto Corrierediragusa.it

Dopo l’ennesimo sbarco di migranti con il morto al porto di Pozzallo il sindaco Luigi Ammatuna non e può proprio più e sbotta, arrivando a dichiarare di chiudere le porte del municipio al governo nazionale, reo, a suo dire, di aver abbandonato il comune marinaro al proprio destino, lasciandolo senza soldi e senza risorse. «Porte chiuse – ha chiosato Ammatuna – per il premier Renzi e per il ministro Alfano i quali, nonostante le reiterate promesse, non hanno mantenuto fede ai rispettivi impegni, lasciandoci in emergenza come lo siamo da anni. Tuttavia - dice il sindaco – non ci siamo mai tirati indietro per accogliere i migranti, compreso lo sbarco di mercoledì di 221 persone e la salma di un giovane sudanese. Renzi ed Alfano ci hanno deluso con le loro chiacchiere. Non abbiamo avuto un euro di ristoro nonostante ci siano stati più volte assicurati da ministri e rappresentanti delle istituzioni i dovuti aiuti.

La misura è colma con l´ultimo «regalo» del governo che ha ritirato un emendamento che prevedeva di riproporre le procedure per il piano di equilibrio finanziario pluriennale che ci avrebbe consentito di sistemare la situazione economica del comune. E’ stato l´ultimo «no» di questo governo – aggiunge Ammatuna – a un comune sempre in prima linea, più di Lampedusa, nell’accoglienza dei migranti. Altro che festa nazionale dell´Unità a Pozzallo – chiude con tono provocatorio il primo cittadino – per Renzi e Alfano le porte sono chiuse perchè Pozzallo non merita questa penalizzazione».

Tornando allo sbarco di mercoledì, come accennato, c´è anche il corpo di un sudanese di 25 anni, apparentemente morto di stenti, tra i 221 migranti recuperati dal pattugliatore militare maltese P62 e arrivato in mattinata nel porto della cittadina marinara iblea. I sopravvissuti, quasi tutti provenienti da Sudan ed Eritrea, hanno raccontato di essere partiti dall´Egitto da circa una settimana e che mentre erano in navigazione il motore si è spento per un guasto. I disperati sono quindi rimasti per giorni senza cibo né acqua. Il giovane è morto prima dell´arrivo dei soccorritori maltesi che hanno poi fatto rotta verso il porto di Pozzallo. Gli altri migranti sono in discrete condizioni fisiche. Sull’accaduto la procura di Ragusa ha aperto un´inchiesta, mentre la salma del migrante è stata portata all’obitorio, dove con buona probabilità si procedere all’autopsia per stabilire le esatte cause del decesso. Gli altri migranti sono in discrete condizioni di salute, ospiti del centro di accoglienza hot spot del porto, dopo le consuete operazioni di foto segnalamento ed identificazione propedeutiche all’individuazione dei presunti scafisti. In manette sono difatti finiti 5 egiziani accusati di aver governato la precaria imbarcazione durante il pericoloso viaggio della speranza.

Nella foto il municipio di Pozzallo