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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 924
POZZALLO - 29/05/2016
Cronache - La mattanza del mare non si arresta

Almeno 40 bambini morti in 3 naufragi

Una tragedia, ma anche una vergogna per la palese impotenza di chi dovrebbe agire con forza Foto Corrierediragusa.it

L’ennesima ecatombe del mare è bagnata anche del sangue di almeno 40 bambini, morti con le altre 700 vittime dei tre naufragi di queste ultime ore nel Mediterraneo. Una tragedia, ma anche una vergogna per la palese impotenza di chi dovrebbe agire con forza dinanzi a questi viaggi della speranza che terminano nel sangue, nonostante i proclami degli esponenti istituzionali o dei politici di turno di porre fine a questa mattanza. Parole che restano tali. Perché i fatti dicono ben altro. Ne prende atto anche l’agenzia del rifugiati dell’Onu, a cui si devono questi drammatici calcoli. Dietro ai numeri si celano persone morte, parecchie di cui donne e bambini. Una situazione insostenibile che mette in discussione anche il concetto stesso di civiltà e rispetto per la vita, in questo orrendo tributo di sangue pagato anche e soprattutto da bambini innocenti, inconsapevoli del rischio di andare incontro alla morte, quando vengono fatti salire su precari barconi zeppi di disperati. E proprio uno di questi barconi, trainato da un altro natante, è affondato in mare aperto, dopo che uno degli scafisti senza coscienza e privo di scrupoli ha dato l’ordine di tagliare la corda che legava le due imbarcazioni, perché una di queste era ormai diventata ingovernabile dopo avere imbarcato acqua. Stando alle agghiaccianti testimonianze dei disperati, la stessa corda tranciata di netto ha raggiunto come una frustata mortale in faccia e al collo una giovane donna, non concedendole scampo, mentre la barca si capovolgeva. Momenti drammatici che non si possono descrivere a parole. Delle 670 persone a bordo, solo 25 sono riusciti a raggiungere l´imbarcazione che li trainava, altri 79 sono stati salvati dai soccorritori. Tutti gli altri non ce l’hanno fatta.

Lo scafista che ha dato l’ordine di condannare di fatto a morte certa centinaia di disperati è stato arrestato a Pozzallo: si stratta del 29enne del Sudan Adam Tarik. In manette sono finiti anche altri tre scafisti, uno dei quali minorenne, ritenuti responsabili di altri due distinti sbarchi di complessivi 700 migranti salpati dalla Libia: sono il ghanese 21enne Tipton Abakar, il nigeriano di 28 anni Kingsley Iguma, e il 16enne S.D.M., della Guinea. Il rimorchiatore Asso 29 aveva fatto ingresso al porto di Pozzallo venerdì sera con a bordo i 700 migranti. Nella nottata erano scesi a terra 45 migranti bisognosi di cure mentre gli altri erano approdati in mattinata. Come accennato, tutti i migranti erano a bordo di quattro natanti soccorsi nel Mediterraneo, una barca di legno di piccole dimensioni con 20 passeggeri, due gommoni ed un barcone con centinaia di migranti, parte dei quali giunti a Pozzallo ed altri a Porto Empedocle.