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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 832
POZZALLO - 23/03/2016
Cronache - Il fatto risale allo scorso dicembre ma è stato reso noto solo ora

Siriano sbarcato con documento Isis a Pozzallo

Il giovane è stato ovviamente preso in consegna dalle autorità Foto Corrierediragusa.it

Mentre la paura serpeggia dopo gli attentati di Bruxelles con 34 morti e centinaia di feriti, emerge la sconcertante notizia che un giovane siriano è sbarcato a Pozzallo con una sorta di salvacondotto, un vero e proprio documento da mostrare ai «Fratelli della Jihad» all´estero per ottenere protezione e sostegno finanziario in nome dell´Isis. E´ la sconcertante scoperta fatta dagli investigatori al porto di Pozzallo lo scorso dicembre ma resa nota solo ora da Repubblica. Una specie di documento dell’Isis è stato sequestrato al siriano di 21 anni sbarcato nella cittadina marinara nell’ambito di uno dei tanti viaggi della speranza. Nel documento sequestrato era scritto: «Vi informiamo che il nominato fratello (omettiamo le generalità, n.d.r.) ha partecipato al corso di redenzione e lo ha superato con livello buono. Pertanto abbiamo rilasciato questo titolo». In calce un timbro dello Stato del Califfo con validità 3 mesi. L´atteggiamento sospettoso del giovane, soccorso nel Canale di Sicilia insieme ad altri 500 migranti, aveva attirato subito l’attenzione degli inquirenti. In un sacco a pelo il giovane aveva, oltre al documento, anche 9 telefonini, nei quali gli inquirenti hanno trovato video e fotografie inequivocabili: lui con fucili da guerra o in compagnia di altri combattenti, lui che si fa riprendere mentre addestra bambini e talvolta mentre addirittura li mutila brutalmente. E poi immagini di persone decapitate, di massacri, di loghi e bandiere dell’Isis. Prima di chiudersi nel silenzio, il ragazzo ha ammesso di aver fatto parte di una formazione siriana che si ritiene affiliata all´Isis.

Secondo gli inquirenti il documento sembra attestare la sua appartenenza allo Stato islamico con il quale il siriano avrebbe certificato di aver «Acquisito in patria lo status di miliziano indottrinato, conquistandosi così il diritto di andare o tornare, in Europa, per un periodo di tempo limitato per svolgere la sua missione per contro dei «Fratelli jihadisti». Il siriano era diretto in Svezia, dove avrebbe dovuto mostrare il salvacondotto a qualche presunta cellula scandinava. Il giovane è stato ovviamente preso in consegna dalle autorità e sullo sviluppo delle indagini viene mantenuto il più fitto riserbo.