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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:03 - Lettori online 1398
POZZALLO - 19/03/2016
Cronache - Già individuati almeno un paio di scafisti

Sbarco con il morto: approdati a Pozzallo 357 migranti e un cadavere. Il subsahariano è morto di stenti durante la traversata

Il corpo è stato trasportato in obitorio per essere sottoposto ad autopsia Foto Corrierediragusa.it

Sbarco con il morto. Conta 357 clandestini e un cadavere lo sbarco di oggi al porto di Pozzallo, dopo il salvataggio in mare aperto dei disperati da parte del pattugliatore della guardia costiera «Peluso». I migranti hanno continuato la traversata con il cadavere a bordo. Si tratta di un giovane subsahariano morto di stenti, fame e freddo. Una ennesima tragica vicenda che si aggiunge alle agghiaccianti morti di troppi clandestini, bambini compresi. Eppure alle parole non sono mai seguiti i fatti per impedire altre simili tragedie, che, non a caso, continuano a verificarsi quasi nell’indifferenza collettiva. I 357 migranti, partiti dalla Libia dopo aver pagato dai mille dollari in su a testa, come accennato sono stati soccorsi da un pattugliatore e condotti al porto della cittadina marinara iblea, dove sono ora ospitati nell’hotspot. Tra loro pure gli scafisti, almeno un paio, già individuati dagli inquirenti nell’ambito delle operazioni di identificazione e foto segnalamento con contestuale raccolta delle testimonianze sulla traversata. Il cadavere è stato invece trasportato in obitorio per essere sottoposto ad autopsia.

Gli sbarchi sono in questi giorni ripresi con un ritmo allarmante, e parecchi clandestini sono arrivati nei porti siciliani. La morte di stenti dello sfortunato immigrato la dice lunga sulle condizioni proibitive in cui i disperati si trovano spesso a fare i conti in mare aperto, con scafisti improvvisati che dirigono precarie imbarcazioni stipate all’inverosimile e che rischiano di mille volte di affondare, travolte dalle onde, prima dei provvidenziali soccorsi. Situazioni che non sono mutate nel corso degli anni, nonostante il verificarsi di autentiche ecatombe, con bambini innocenti inghiottiti e restituiti dal mare privi di vita.