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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 739
POZZALLO - 10/03/2016
Cronache - Determinante mediazione del vicequestore aggiunto Terranova

Minaccia di darsi fuoco per i debiti

L’imprenditore ha alla fine ottenuto una nuova proroga Foto Corrierediragusa.it

Ieri rischiava di verificarsi nuovamente la tragedia che il 14 maggio 2013 vide la morte di Giovanni Guarascio, il muratore 64enne di Vittoria che si diede fuoco per non perdere la casa all’asta. A distanza di quasi tre anni da quella assurda tragedia, stavolta è stato il pozzallese Corrado Giuga a minacciare di darsi fuoco, dopo essersi cosparso parte del corpo di benzina, per non perdere la sua azienda all’asta. Un vero e proprio piccolo esercito di oltre 60 militari, in assetto antisommossa, ha circondato e bloccato le entrate e le uscite del capannone dell’imprenditore, nella zona Asi di Pozzallo, per portare a termine l´esecuzione di sfratto coatto che si temeva da mesi. Da ottobre, infatti, il capannone di Corrado Giuga era stato venduto all´asta ad un imprenditore della medesima area artigianale di Pozzallo, dopo un notevole ribasso del suo valore, passando dai circa due milioni di euro di valore ad appena 400 mila euro. Dopo le azioni di Giuga, che si era barricato dentro l´azienda, era arrivata la proroga per dare la possibilità all´imprenditore, che aveva ripreso a lavorare per la realizzazione dell´autostrada Siracusa – Gela, di vedersi concedere un mutuo dalle banche per far ricomprare al figlio il capannone dall´acquirente. Per 158 giorni Corrado Giuga è rimasto barricato nella sua azienda, consapevole che prima o poi sarebbe accaduto quello che si è verificato in queste ore. L´azienda è stata circondata dai militari per l´esecuzione di sfratto coatto. La situazione era stata segnalata dalle due persone che dormono in macchina fuori dal capannone ogni notte e che avevano avvisato Corrado Giuga, il quale si è ancora una volta barricato sul tetto (foto), minacciando di darsi fuoco con una tanica di benzina. Un vero e proprio dramma umano di chi rinuncia alla sua vita, nel tentativo disperato di salvare l’azienda. Le mediazioni, con un significativo risvolto umano, da parte del vicequestore aggiunto Giorgio Terranova, e delle altre forze dell´ordine presenti, che hanno dialogato con Corrado Giuga, convincendolo prima ad allontanarsi dalla tanica di benzina, e poi a scendere dal tetto del capannone, hanno evitato la tragedia.

A confortare l´imprenditore pozzallese è stata la proroga di un mese, fino al 13 aprile, per poter ottenere dalla banca un mutuo per riacquistare la struttura. Una speranza che per ora è tutto per la famiglia Giuga. «Una soluzione temporanea che da la possibilità a Corrado Giuga di riacquistare il suo capannone – dice Mariano Ferro, leader dei Forconi presente alla mediazione – e pertanto ci rivolgiamo al presidente del tribunale di Ragusa, per chiedere se davvero si intende togliere la casa o l´azienda a tutte le persone in difficoltà, rischiando tragedie come quella che vide la morte di Giovanni Guarascio».


senza parole
10/03/2016 | 21.59.17
cittadino

Ma le nostre autorità politiche e religiose della zona dov´erano? A parte Mariano Ferro, leader dei Forconi presente alla mediazione, nessuno ha speso un discorso a favore per evitare l´insano gesto o quanto meno dare conforto e speranza ad una persona disperata e alla propria famiglia.
A me sembrano come Ponzio Pilato...se ne lavano le mani!